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Sasà, il re di Mykonos
che vuole governare Potenza

Basilicata

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“Di lui si è detto, sentito, scritto e visto quasi tutto. E’ lui l’anima più profonda di Mykonos, un personaggio proveniente dalla lontana e rinnegata Lucania, diventato nel corso degli ultimi anni una vera icona, il rappresentante più illuminato di un modo di essere e di concepire la vita”.

Sasà di Mykonos si presenta così ai tanti che arrivano all’isola greca, dove dal 2002 ha cominciato la fortunata carriera di animatore e organizzatore di eventi. Tutti conoscono Sasà di Mykonos.

A Potenza, in Basilicata, in Italia, all’estero. Gente comune e big del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica. Oggi “the king of Mykonos”, come è chiamato  nella sua fanpage di Facebook, lascia lo scettro greco e si rimette in gioco. Questa volta nella sua città.

Salvatore Carlucci, questo il nome di battesimo, è infatti candidato alle prossime elezioni comunali nella città di Potenza nella lista Liberiamo la città a sostegno di Michele Cannizzaro sindaco.

«Così come nel 2002, perso il lavoro in Polizia, decisi di reinventarmi e di trovarmi una nuova occupazione, ora decido di misurami nella mia città», racconta a Il Quotidiano della Basilicata.

Perché aspettare proprio le elezioni e non prima? «Perché voglio cambiare questa città – dice – e il cambiamento parte prima da noi. Parlo con tanti giovani che si alzano la mattina già depressi, lamentandosi di non avere un lavoro. Io so cosa significa. Ho sofferto quando per un’ingiustizia nel 2002 ho perso il lavoro in Polizia ma a quel punto cosa avrei dovuto fare? ».

Da qui comincia l’avventura di Mykonos. Un’avventura che richiede coraggio, ma anche un po’ di pazzia «ma la pazzia – dice – per me è un’eccellenza».

E l’eccellenza ha anche un altro nome per Salvatore Carlucci ed è “meritocrazia”. «Basta con questo clientelismo. Io ho girato il mondo ed è questo il segreto. Oltre al fatto di essere delle brave persone. E’ il motivo per il quale mi sono schierato con Cannizzaro:  è una brava persona e lo stimo tantissimo».

 C’è poi una questione personale che lo lega alla sua città: «Io non voglio uscire – afferma – voglio capire, però, chi mi stima davvero e non solo a parole».

E’ quindi una sfida, personale, ma anche una provocazione verso una città «perbenista, rimasta ferma, purtroppo, a 50 anni fa». Chi è che sarà votato dagli elettori che lo sceglieranno, dunque? Il personaggio Sasà di Mykonos o Salvatore Carlucci?

«Il Salvatore Carlucci di via Mantova – risponde – il Salvatore ultras, il Salvatore che per tre anni da bambino ha fatto San Gerardo alla sfilata dei turchi, il Salvatore arbitro, il Salvatore poliziotto. Io sono uno di voi».

E si presenta alla città quindi privo di quel costume che fino a oggi l’ha caratterizzato ma senza rinnegarlo, ironizzandoci anche su e distribuendo oltre ai più classici santini, immagini che lo ritraggono a lavoro nella più classica delle vesti con cui i suoi fans sono abituati a vederlo.

Se dovesse racchiudere in un motto la sua candidatura, sarebbe sicuramente questo: «Ogni cosa ha il suo tempo, basta saper aspettare». E per Salvatore oggi, per la città e per se stesso, è il momento di cambiare.

 

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