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Guidi alla vigilia dell’incontro con Pitella
«Dobbiamo estrarre, tutto il mondo lo fa»

Basilicata

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POTENZA - Si terrà stamane a Roma l’incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e il governatore Pittella per rilanciare la trattativa tra governo e regione sul petrolio lucano.

Sul tavolo ci saranno il progetto che prevede il raddoppio della produzione attuale di greggio in Basilicata e le aspirazioni della Regione che in sostanza chiede royalties maggiori, ma sembra interessata anche a rivedere la distribuzione attuale delle stesse che dipende da una legge approvata in Parlamento quasi vent’anni fa.

L’appuntamento era stato al centro di dichiarazioni da entrambe le parti negli scorsi mesi, ma ha attirato molta più curiosità negli ultimi giorni dopo il proclama pro-triv dell’ex premier Romano Prodi sulle potenzialità di produzione in terraferma e in mare che l’Italia si starebbe lasciando scappare. Parole che hanno suscitato un’accesa discussione sia nelle aree che si affacciano sull’Adriatico, conteso dall’avanzata delle trivelle croate, sia in Basilicata, dove comunque è sembrato di sentire l’eco delle parole pronunciate quest’estate da Davide Tabarelli, presidente della divisione Energia e Ambienti di Nomisma, che è poi il centro studi fondato dallo stesso Prodi.

Su queste è intervenuto ieri dalle colonne del Messaggero lo stesso ministro Guidi riaprendo di fatto la trattativa avviata negli anni scorsi dal governo Berlusconi e dal predecessore di Pittella, l’attuale sottosegretario alla Sanità Vito De Filippo.

«L’analisi del presidente Prodi mi sembra assolutamente condivisibile». Ha dichiarato Guidi al quotidiano romano. «E’ una realtà. Abbiamo importanti giacimenti in diverse zone del Paese, molto spesso localizzate nelle regioni più svantaggiate del Mezzogiorno, che purtroppo sono fortemente sotto utilizzate».

Al giornalista che le chiedeva perché non si riescono a sfruttare queste fonti ha aggiunto che «i problemi sono vari e ormai sedimentati. C’è un’avversione che si è creata nel corso degli anni, in parte giustificata e in parte no, nei confronti dei rischi ambientali dovuti al fatto di avere vicino casa estrazioni di petrolio e gas». Quanto a questi ha poi precisato di ritenere che «che molte popolazioni interessate non siano sufficientemente informate», un motivo che ha finito per accentuare «la diffidenza verso questi argomenti» da sommare al fatto - e qui si capisce la posta in gioco - che «in alcuni casi non abbiano nemmeno avuto visibili quei vantaggi economici che credo doveroso vadano riconosciuti».

Ecco dunque il punto su cui sembrano destinati a incontrarsi il pensiero di Pittella e quello del ministro, che nelle scorse settimane aveva già annunciato di voler rendere la Basilicata «un caso di scuola con la sinergia tra il governo e gli enti locali, per conciliare le esigenze dell’ambiente e del territorio e quelle dell’interesse nazionale per la diversificazione delle fonti energetiche».

Intanto a Potenza ieri sera è partito un presidio permanente di protesta a via Verrastro animato da Giuseppe Di Bello, candidato sindaco di Liberiamo la Basilicata. «Domani Pittella va a firmare a Roma? Il territorio non lo ha autorizzato». E’ la posizione su facebook del tenente della polizia provinciale noto per le sue campagne ambientaliste.

Nel pomeriggio invece era stato il senatore 5 Stelle Vito Petrocelli ha intervenire su twitter denunciando «l’informazione ben “oliata”» dell’Huffington post “colpevole” di aver ripreso il proclama di Prodi con un’intervista del suo direttore. 

 

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