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Rocco Coviello
«Sogno una città protagonista»

Basilicata

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3 minuti 19 secondi

UNA destra così, a Potenza, la voleva da un po’. «Con molti giovani, parecchio entusiasmo». Rocco Coviello, consigliere comunale uscente, è di quelli che al progetto stanno lavorando da tempo, dentro e fuori le istituzioni. «È che il cambiamento si costruisce mettendoci la faccia». A Potenza ha coordinato il percorso che portò alla costituzione di Fli dopo la divisione dagli azzurri del Pdl, guidando così un pezzo dell’opposizione a Palazzo di città. Da sempre impegnato sul fronte sociale, attento al tessuto produttivo più battagliero della città, fatto di aziende familiari, artigiani, giovani imprenditori. Appassionato di calcio, attaccato ai colori rossoblu, torna a competere per un posto in consiglio comunale.

Dalla sua prima volta in consiglio come è cambiata la città?

«La città negli ultimi dieci anni ha avuto un involuzione, non solo dal punto di vista demografico, con una crescita del numero dei ragazzi in fuga, ma soprattutto dal punto di vista della qualità della vita. I servizi sono diminuiti e, peggio, sono sempre di minore qualità».

Quanto è difficile essere oggi un amministratore?

«Molto. Il più delle volte non si riesce a dare  risposte ai problemi dei cittadini, neanche quelli più banali. E nonostante tutto l’impegno possibile».

Senza risorse economiche e con mille emergenze: chi vincerà queste elezioni potrà davvero fare qualcosa?

«È questo il vero tema! Credo che la prossima amministrazione dovrà affrontare, senza condizionamenti, le questioni che ingessano il nostro bilancio. Il tema dei trasporti e quello del’'ambiente su tutto. È su questi settori, con verifiche, gestioni trasparenti ed efficienti, che a mio avviso si potranno recuperare le risorse da utilizzare in spesa corrente».

Che cosa è cambia nel centrodestra nel passaggio dalla leadership di Fini a quella di Meloni?

«Giorgia sta dando una vera ventata di freschezza e sta conducendo il centrodestra fuori dalle vecchie logiche di partito. I giovani di destra ora si sentono partecipi, sanno di essere artefici del proprio futuro».

Identità a Potenza significa... ?

«Non ho dubbi: Potenza calcio e pranzo dei Portatori del Santo».

Elenchi tre cose su cui dovrà lavorare la prossima amministrazione nei primi cento giorni.

«Si dovrà cominciare da una ricognizione precisa su bilancio e finanze comunali. Abbiamo bisogno anche di un’interlocuzione franca con la Regione Basilicata sul futuro del capoluogo. Infine, credo saranno necessarie progettualità e competenze per individuare come la nostra città possa rimanere collegata all’Europa attraverso canali di finanziamento possibili e reali».

Quanto il centrodestra pagherà la spaccatura che ha portato a due candidati sindaci avversari?

«Il centro-destra ha un solo candidato sindaco credibile e alternativo al sistema di sempre che ha governato e fatto male a questa città, ed è Draio De Luca. I cittadini lo hanno capito e questa scelta sarà premiata».

Faccia una previsione: primo turno o ballottaggio?

«Ballottaggio».

La sua idea di città?

«Inseguo - e spero di poter partecipare al percorso - una città capace di recitare un ruolo interregionale da protagonista».

C’è qualcosa che cambierebbe della sua esperienza amministrativa?

«No, davvero. Penso di aver lavorato solo ed esclusivamente nell’interesse generale. E se qualche volta abbiamo commesso errori, è sempre stato in buona fede».

C’è un’esperienza che la riempie di orgoglio nella sua attività da consigliere comunale?

«Essere stato uno dei maggiori oppositori al regolamento urbanistico ed aver contribuito a togliere dalle previsioni dello stesso provvedimento migliaia di metri cubi di cemento sulla città. In quei giorni di discussione e nella successiva votazione del regolamento urbanistico, ho detto no a tante speculazioni. Ricordo, anche con grande cuore, un bellissimo lavoro fatto con altri colleghi consiglieri sulle devianze giovanili, sulla prevenzione contro le dipendenze».

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