Salta al contenuto principale

Il capoluogo secondo Alessandro Galella
Una città che accolga gli studenti

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 40 secondi

 

IN questa campagna elettorale ha deciso di giocare un po’, mescolando ai temi delle battaglie da fare, una buona dose di ironia. Così, Alessandro Galella, candidato con Fratelli d’Italia-An a sostegno di Dario De Luca sindaco, ha raccontato la sua idea di «Potenza giovane» anche tingendo di bianco i capelli sul manifesto elettorale. Torna in corsa per un posto in consiglio comunale dove averci provato cinque anni fa.

Come è cambiato il suo impegno in politica rispetto alle scorse amministrative?

«Nella mia esperienza precedente ero un ragazzo che aveva mille passioni e tra queste la politica. Questa volta sono il Portavoce della città di Potenza di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Ho lavorato 5 anni per provare a trasformare la sconfitta in vittoria, mettendoci tutte le energie e le idee, ma nello stesso tempo trasformandole in fatti e a volte in successi. Penso alle esperienze di Ennesima Potenza, Apericentro, La notte nera, il Movimento Generazionale Lucano, la riqualificazione della Villetta di Santa Croce».

Che Potenza immagina?

«Io lavorerò per Potenza città universitaria. Ne ha tutte le potenzialità: piccola, vivibile, nessun pericolo, civile, con un polo scientifico all’avanguardia. Darei subito vita, fin da settembre, alla settimana della matricola, nella quale il Comune, le associazioni e la città possono presentarsi agli iscritti. Bisogna assegnare alle associazioni di studenti locali in centro, aprire nel palazzo degli uffici una sede di rappresentanza dell’università, inaugurare una nuova mensa. E bisogna riuscire finalmente a portare a Potenza la facoltà di medicina. Infine, rivedere i servizi di trasporto in base alle esigenze degli studenti: manca, per esempio, una linea notturna per permetterne il rientro».

Due punti o attività realizzabili per cui si batterebbe in consiglio?

«La detassazione per 5 anni a tutte le nuove attività che aprono e l’affidamento di tutte le strutture  comunali in vendita da due anni  alle associazioni che hanno dato dimostrazione concreta di impegno per la città».

A Potenza identità significa?

«Sentirsi legati alle sorti della città, alla sua storia, al suo patrimonio antropologico, alle sue tradizioni, più di quanto lo sono stati i nostri genitori».

Era uno dei capi ultras dei rossoblu, che cosa ti porti dietro della vita in curva?

«In curva non esistono capi, esiste il merito che viene riconosciuto naturalmente a chi nel tempo dimostra assoluto attaccamento e rispetto dei colori della città. In curva operai e notai si abbracciano e viaggiano dividendo il panino e bevendo alla stessa bottiglia, il più grande aiuta il più piccolo, la dignità e l’onore della città e della sua bandiera vengono prima di tutto».

Quanto negativa è stata la divisione del centrodestra?

«Non è negativa la spaccatura ma è disastroso l’atteggiamento con cui Forza Italia e i suoi rappresentanti potentini hanno affrontato le scelte, senza nessuna apertura alla richiesta delle primarie, per la quale hanno nutrito paura di perdere».

Tre cose concrete che la nuova amministrazione dovrà realizzare subito, entro i primi cento giorni di mandato

«Ripulire completamente il centro storico e dotarlo di un sistema di illuminazione e di videosorveglianza collegato ad un servizio di vigilanza 24 ore su 24 con il contributo economico dei proprietari degli immobili; assegnare la gestione e la cura dei parchi della città ad associazioni e attività commerciali; un bando per le nuove imprese che preveda agevolazioni sotto forma di detassazione».

C’è qualcosa che l’ha sorpresa in questa campagna elettorale?

«La mancanza di primarie sia a sinistra sia a destra per poter lasciare la scelta del sindaco ai cittadini e non a pochi eletti. E l’utilizzo scellerato dei giovani solo come carne da macello per riempire le liste».

Teme il voto di protesta nell'elettorato?

«Io spero nel voto di protesta con tutto il cuore. Questo sistema ha fatto troppi danni  per non suscitare protesta. Temo invece il non-voto di protesta, che finisce solo per favorire gli affaristi e quelli che hanno usato il ruolo di amministratore per assicurarsi voti e potere».

Una previsione: si arriva al primo turno o al ballottaggio?

«Andremo al ballottaggio al cento per cento. E a quel punto ne vedremo di tutti i colori».

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?