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A Matera le parole di Franco Arminio
Il poeta che parlava alle pecore

Basilicata

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MATERA - La sua è stata una giornata che ha potuto dedicare ancora ai paesi, passione e ragione di vita. Questa volta, da Viggiano ad Aliano, da Pomarico fino alla città Matera, Franco Arminio ha anche parlato con gli abitanti che devono essere elettori consapevoli.

Lo dimostra il “comizio interattivo” che ha tenuto ieri sera in piazza Vittorio Veneto. I contenuti di una lista devono essere conosciuti? E allora basta chiederlo ai possibili elettori. E Franco Arminio li ha intervistati, li ha fatti parlare, ha reso pubblici i loro dubbi e poi ha spiegato la parte del programma che riguarda tutti: lavoro, giovani, Mezzogiorno. “L’altra Europa con Tsipras” non  è solo questo, così come Franco Arminio non è solo il paesologo per antonomasia, ma anche un candidato alle europee nella circoscrizione sud.

E come un pro vetto cronista, nella sua “chiacchierata” in piazza ha scovato un operaio, un precario di lungo corso, un avvocato, ma anche un anziano che trascorso la sua vita all’estero, emigrato in Germania dopo aver lavorato a lungo i campi.

Arminio non ha resistito e gli ha offerto il microfono e l’uditorio, dopo essersi tolto il cappello per salutarlo e dopo averlo abbracciato a lungo.

Lo dice subito, aprendo il suo incontro con gli elettori materani: nello stesso momento avrebbe dovuto essere a Napoli per la grande manifestazione che Tsipras ha organizzato nel capoluogo campano, ma lui ha preferito la città dei Sassi perchè «Matera è un o di cui il mondo ha bisogno, come la Lucania. Il nostro è un movimento politico - ha spiegato ancora - che ha le sue radici nel Mediterraneo interiore».

La sua attenzione per le storie minime si comprende bene quando spiega: «I tre populismi in campo (Renzi, Grillo e Berlusconi, ndr.) non posso arrivare in tutte le case e tutti i vicoli, noi sì». E per far comprendere meglio che la passione per la politica non è merce d’altri tempi  suggerisce ai giovani attivisti del movimento di darsi da fare, ancora di più, da domani, di alzarsi presto e spiegare ancora una volta che «Noi non siamo la casta». Poi parla dei suo figli, due. Uno si alza ogni mattina e va a lavorare, l’altro resta a dormire perchè pensa non ci siano molte ragioni per alzarsi. E’ per questo che Tsipras vuol costruire un’altra Europa in cui, come spiega ancora Arminio «Non si debba più emigrare».

Non lesina critiche alla sinistra, declinandole secondo il “metodo Arminio” che  è quello di lasciar parlare i luoghi e tutto ciò che li abita. «La sinistra non ha capito il sud per questo ci vuole un nuovo soggetto plurale che si leghi ai luoghi».

Arminio parla di “umanesimo mediterraneo”  e  utilizza i suoi 36 minuti (che precedono l’intervento dell’altro candidato Tsipras, Silvana Arbia giudice internazionale tornata nella sua terra d’origine, ndr.) per guardare negli occhi chi lo voterà. Lo accompagna con lo sguardo, con una pacca sulla spalla. Sono lontani i tempi del “do ut des” alle urne.

a.ciervo@luedi.it

 

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