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Sud, l'offensiva dei Renzi boys
Dopo la Boschi, arriva a Napoli Poletti

Basilicata

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Lo spread sale? Colpa degli euroscettici. Parola del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ieri a Napoli per partecipare a un seminario sul lavoro sommerso. Il riferimento, neanche troppo velato, è a quelle forze politiche (leggi Movimento Cinque Stelle) che, qualora vincessero le elezioni, incrinerebbero – a detta dell'ex presidente della Coop - una crescita altrimenti a portata di mano. 
Quando ormai manca un giorno alla chiusura della campagna elettorale, gli uomini Pd del Governo fanno quadrato attorno al leader. E il fuoco di sbarramento si concentra soprattutto al Sud, dove più concreta è la minaccia di uno tsunami grillino. Nell'ex capitale del Mezzogiorno si sono alternati, in pochi giorni, assieme allo stesso presidente del Consiglio, ministri di peso e di provata fede renziana. Dopo Maria Elena Boschi è la volta di Poletti, giunto a Napoli per un convegno organizzato dal suo Ministero. Il Governo prova a far valere così, in un contesto sociale fortemente debilitato, le ragioni di una legge sul lavoro che preme l'acceleratore sulla flessibilità e sulle assunzioni facili (e che per questo è vivacemente contestata dalle opposizioni di sinistra e dal sindacato).
Insomma, Sud a parte, si capisce che la partita è ormai entrata nella fase decisiva. Le ore che ci dividono dal voto per l'elezione del Parlamento europeo sono infatti, a giudizio di tutti i sondaggisti, quelle nelle quali si definisce la fisionomia del risultato elettorale. Non sono più ammessi errori. Brucia ancora, e fa tremare il quartier generale del partito del Nazareno, il precedente dell'anno scorso: allorché tutti gli istituti di sondaggio della Penisola segnalavano un rotondo successo del Pd di Bersani e un successo contenuto per gli uomini di Grillo. Come è andata a finire si sa. Anzichè il 30 per cento (in media) pronosticato nei rilevamenti della vigilia, il Pd si fermò poco oltre il 25, e fu superato in percentuale - se non si tiene conto della coalizione -, dal Movimento 5 Stelle. Ed è questa la ragione per la quale (sebbene ancora ieri – a dar retta ai sondaggi che circolano clandestinamente – il Pd fosse dato in consistente vantaggio sui Cinque Stelle) nessuno degli uomini di Renzi si sente al sicuro. Il vento grillino è palpabile nell'aria, sui giornali, nei talk show televisivi, nei discorsi preoccupati di un Berlusconi che, da giorni, alza il tiro contro il Movimento di Grillo e in particolare contro quest'ultimo, i cui discorsi vengono paragonati, sic et simpliciter. a quelli di Hitler. 
Guerra agli euroscettici dunque. “Se i partiti che mettono in discussione l'euro dovessero vincere le elezioni – è il ragionamento fatto da Poletti a Napoli – c'è il rischio che lo spread subisca una nuova impennata”. Alt agli avventurieri, è il trasparente messaggio. “Serve tutt'altro – si infervora Poletti -: una dinamica di crescita equilibrata, gestita e governata. Soltanto così potremmo avere una crescita più veloce e più forte dell'Europa”. Ergo: “E' importante – sottolinea il ministro – che il risultato elettorale confermi le forze non euroscettiche che pure, come noi, criticano l'Europa per le cose fatte e per come le ha fatte”.
Ma i segnali che arrivano dal Sud – lo rileva il Censis – costituiscono un altro, l'ennesimo, campanello d'allarme per il Governo. Che si va ad aggiungere alle cattive notizie di carattere economico e finanziario degli ultimi giorni (dal calo inopinato del Pil alla crescita del differenziale con i bund tedeschi). Se il lavoro regolare latita, quello sommerso segna il passo. “La quota di irregolarità del lavoro – è scritto in un documento del Censis illustrato al ministro - è passata nel giro di cinque anni dal 16, 8 al 19,1 per cento (con punte superiori al 30 per cento in Calabria)”. E tuttavia “anche il sommerso diventa precario...e ha sempre meno possibilità, rispetto al passato, di riemergere nell'alveo della legalità”. “L'aumento del numero dei disoccupati nel Sud (1 milione 450 mila cassintegrati e 1 milione 838 mila Neet tra i 24 e 35 anni) – continua il Censis - ha moltiplicato la richiesta di lavoro rendendola merce da acquistare al costo più basso. Dunque: il nuovo sommerso, povero e precario, è funzionale a una logica di sopravvivenza delle imprese, che non è detto sia in grado di mantenere in vita l'economia meridionale”. Inquietante la conclusione: “Il fenomeno del sommerso è destinato a diventare sempre più marginale rispetto alle traiettorie di sviluppo...Esso si sviluppa e si alimenta assieme al rafforzamento dei circuiti di economia parallela, che vivono totalmente nell'illegalità”. La strategia del Governo? “Pretendere il rispetto delle regole e della legalità”. Ma come? "L'impegno che ci siamo assunti – spiega Poletti - è aiutare i nostri ispettori del lavoro a fare bene, a coordinare l'attività tra i diversi istituti vigilanti perche' non va bene che quattro ispezioni avvengano nella stessa impresa nell'arco di poco tempo”. Scontata la conclusione. “L'importante è coordinarsi perché è chiaro che bisogna far ripartire l'economia". E il modo per far ripartire l'economia, a detta del ministro, passa anche per Garanzia Giovani, un programma destinato ai giovani tra i 15 e i 29 anni che nonstudiano, non si formano e non lavorano, i cosiddetti Neet. "E' finanziato dalla Comunità europea e dallo Stato italiano con un miliardo mezzo per i prossimi due anni - afferma Poletti-. Nell'arco di 4 mesi saranno chiamati dai centro dell'impiego o dalle agenzie accreditate per definire un profilo personale". "C'e' l'impegno da parte delle Regioni insieme con lo Stato di fare una proposta di impegno - dice - che vuol dire posto di lavoro se c'è, apprendistato, stage, servizio civile, formazione". Quanto al contratto a tempo indeterminato, per il ministro ''è necessario rendere competitive tra di loro le varie tipologie contrattuali”. “Pensiamo – aggiunge - che per promuovere il contratto a tempo indeterminato si deve farlo costare di meno''. Poletti ha in mente la legge delega depositata in Parlamento, una legge in cui ''per molti aspetti ci sono consonanze, almeno nei titoli'' con le proposte di Confindustria, fermo restando che, ''poi, bisogna vedere se lo svolgimento dei temi sara' simile''.

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