Salta al contenuto principale

In viaggio tra i candidati di Potenza
"Coinvolgere tutti, sempre"

Basilicata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 29 secondi

 

A Potenza è tornata da un paio di anni, dopo alcune esperienza di consulenza nella capitale, mette a frutto la formazione economica nel tessuto produttivo e istituzionale locale. Ma Donatella Cutro - 32 anni, candidata nella lista Socialisti e democratici con Luigi Petrone - è conosciuta in città soprattutto per l’impegno in «prima linea» nel direttivo di Prima Persona Basilicata. In quella realtà fatta di giovani e impegno civico in politica, ha il ruolo di responsabile dell’osservatorio per le Parità sociali.

Che Potenza vorrebbe?

«Potenza è la mia città, sono ritornata con l’intento di poter dire la mia e dare un contributo vero alla mia comunità. Immagino, soprattutto, una città i cui i soggetti privati vengano coinvolti nella gestione dei beni pubblici, contribuendo con idee innovative, risorse umane ed economiche».

Perchè ha scelto di candidarsi?

«Noi giovani viviamo in una società precaria e caotica dove è facile, e spesso comodo, disinteressarsi del bene comune. Il percorso che ho iniziato con l’associazione Prima Persona mi ha dimostrato quanto sia necessaria la partecipazione dal basso alla res publica, e che fare politica non è prerogativa dei partiti ma di tutti noi cittadini».

Meglio la politica da un fronte civico o quella dei partiti?

«Credo che i due mondi non siano in conflitto. Possono invece lavorare insieme per trovare nuove soluzioni e più risposte alle esigenze dei cittadini».

Candidatura di genere, la sua?

«Sono dell’idea che a sedere nel prossimo consiglio dovrebbero esserci non solo volti giovani, ma in particolar modo tante donne. Questo perché i costi sociali di una mancata conciliazione famiglia/lavoro sono rilevanti, e noi donne possiamo incidere nella vita amministrativa portando il vero cambiamento. In questo il Comune può fare tanto agevolando e promuovendo l’implementazione di servizi per l’infanzia. Penso all’apertura di più punti ludici per le madri lavoratrici, anche in periodi estivi».

In caso di elezione, quali sono i tre punti su cui battaglierà subito in consiglio.

«Sicuramente proporrei di sviluppare una mappa urbana ed extraurbana più attenta alle esigenze di tutte le categorie sociali quali professionisti, studenti, pendolari e chi ha particolari disabilità. Senza dimenticare che va implementata l’integrazione tra periferia e centro storico. Penso poi al sostegno per una macro-aggregazione di stakeholder cittadini per migliorare la qualità della vita. Infine, proporrei l’attivazione di un bilancio capace di valutare in ottica di genere le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari di un’amministrazione».

Quali sono le due priorità su cui la prossima amministrazione dovrebbe darsi da fare nei primi cento giorni?

«L’amministrazione dovrà mettere al centro le risorse umane a sua disposizione coinvolgendole e valorizzandole. Dovrà anche istituire un “patto di servizio” per coinvolgere alcuni rappresentati della società civile a cui va ridata voce».

Quanto peseranno sul risultato le spaccature che si sono registrate nei due schieramenti?

«Sono fiduciosa nonostante tutto, e credo che la candidatura a sindaco dell’avvocato Petrone sia il vero elemento di rottura con gli errori commessi in passato. È un rappresentante della società civile, non ambisce a fare carriera politica, e ha deciso di metterci la faccia come tutti noi. Sono convinta che questo messaggio possa farlo vincere al primo turno».

Teme il voto di protesta?

«No, perché alle amministrative il voto personale ha un peso maggiore rispetto al voto di partito».

Potenza ha bisogno di piccole cose o di una programmazione sul lungo termine?
«Il successo di una legislatura passa attraverso una programmazione a lungo termine, evitando di disperdere risorse con provvedimenti che risolvano solo le emergenze senza pianificazione». 

Che cosa si aspetta da questa esperienza?

«Spero che il mio messaggio di nuova politica, di partecipazione dal basso e di coraggio arrivi a tutti gli elettori e in modo particolare alla mia generazione, che deve riprendersi in mano il futuro. Perché questo è il nostro tempo».

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?