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In viaggio tra i candidati di Potenza
"Tanti pronti a darsi da fare"

Basilicata

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CLASSE ’78, ritornato in Basilicata dopo alcuni anni di lavoro in Brianza, ha fatto della passione per il disegno meccanico un mestiere. Tecnico dei processi produttivi, Emilio Rella è soprattutto attento alla sostenibilità come prassi e pratica. Candidato con il Movimento 5 Stelle per Giannizzari sindaco, è un amante della scoperta, anche cittadina. 

Rispetto al risultato delle scorse politiche che aspettative avete in città? 

«Il voto alle comunali è molto diverso da quello delle politiche. Entrano purtroppo in gioco fattori quali il familismo, forte in una città che regge la sua economia sul lavoro pubblico. Abbiamo comunque fiducia negli elettori dotati di buon senso e nuova consapevolezza, che a nostro avviso sono aumentati».

Com’è il M5S di Potenza? 

«Siamo un gruppo di cittadini non legati alla politica tradizionale che impiegano il loro tempo e le risorse intellettuali ed economiche a servizio della cosa pubblica. Non nego che all’inizio il mio approccio fosse dubbioso, ma partecipando attivamente a tutti gli incontri ho scoperto un gruppo di grande apertura mentale e onestà intellettuale».

Tre cose da cambiare e tre cose da salvare della città? 

«L’idea che sia normale l’emigrazione di tanti giovani. Il subire passivamente i cambiamenti. L’isolamento del territorio rispetto alle realtà nazionali. Da salvare, invece: la nostra identità culturale in tutte le sue forme; i luoghi della conoscenza come l’università; la nostra casta/lobby potentina, da riunire in un museo a memoria futura».

Che cosa si aspetta da questa esperienza?

«Sono nato e cresciuto in questa città credendo che prevalessero pochezza culturale e un senso di rassegnazione generale. Nel tempo invece ho scoperto che ci sono molte persone attive, lontane dai protagonismi. Con il M5S ho trovato la speranza di poter cambiare le cose».

C’è qualcosa che l’ha sorpresa in questa campagna elettorale?

«La nostra più che una campagna elettorale è una campagna di informazione, fatta in strada e nelle piazze, anche fuori dalle competizioni. Il merito del M5S è di aver coinvolto e ridato fiducia a chi, deluso, ha capito che la nostra è partecipazione attiva è “un servizio civile a tempo determinato».

A Potenza più pregiudizio o più curiosità per il movimento?

«Purtroppo ancora pregiudizio, la novità fa sempre un pò paura. Ma le cose cambiano».

Come si costruisce il cambiamento?

«La città è fatta di persone, bisogna lavorare su una crescita culturale e sull’informazione, per costruire consapevolezza».

Senza risorse che cosa potrà fare l’amministrazione futura?

«Consapevoli dell’enorme debito che grava sul Comune, abbiamo elaborato un programma che tende a recuperare risorse economiche importanti riducendo sprechi voluti e non, come la mancata adozione di un sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti».

Il M5S arriverà al ballottaggio? 

«Naturalmente speriamo di arrivare al ballottaggio ma io sono già felice di constatare che il senso di rabbia e di protesta si sta trasformando in consapevolezza».

Che differenza c’è nel rapporto coi cittadini tra voto comunale e per le europee?

«La politica più vicina è sicuramente quella locale e quindi il voto è più sentito. Ma le proposte del M5S rimangono coerenti sia in grande che in piccola scala».

 

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