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Lauria caput Europae. Pittella rientra
per la fine della campagna elettorale

Basilicata

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LAURIA - Come d’abitudine il vice-presidente uscente del Parlamento Europeo Gianni Pittella ha concluso la campagna elettorale nella sua Lauria e rimarrà qui anche ad aspettare l'esito del voto, per sapere se le preferenze espresse in suo favore siano tali da accreditare la sua candidatura allo scranno più alto di Bruxelles. Prima ancora che fosse ufficializzato il suo nome da via del Nazareno Gianni, come lo chiamano qui, era venuto in Basilicata a presentare il suo programma di Europa federale e così anche ieri sera ha voluto chiudere la campagna elettorale in un incontro con amici, sostenitori e autorità presso l'Hotel Happy Moments, in contrada Galdo. Ne abbiamo approfittato per chiedergli l'ultima battuta prima del silenzio imposto per legge, 48 ore prima dell'apertura dei seggi.

Presidente, si chiude una campagna elettorale densa di appuntamenti e che ha visto un progressivo crescendo dei toni da parte dei tre leader principali: pensa che l'esito del voto possa avere ripercussioni sulla tenuta del governo nazionale?

«Francamente non vedo nessuna correlazione tra elezioni europee e governo nazionale: si vota per l'Europa e l'importante è portare persone capaci, passione e idee efficaci nel parlamento di Bruxelles; e poi credo che il Pd farà un grande risultato e ne uscirà rafforzato».

Gli exit poll di Olanda e Gran Bretagna suggeriscono una tendenziale affermazione dei laburisti, soprattutto nel Regno Unito, e un sostanziale arretramento dei partiti anti-europeisti

«Mi auguro che sia così, che i risultati confermino queste proiezioni e che anche in Italia vi sia un’affermazione chiara delle forze che vogliono difendere l'Europa cambiandola, e non proponendo di uscire dall'euro sputando veleno su tutti come fa Grillo, senza essere capace di articolare una proposta seria. Sicuramente queste elezioni saranno un referendum e non per la permanenza nella moneta unica, come pretende il comico genovese, ma tra chi sbraita e propone il tribunale del popolo e chi pensa che bisogna lavorare per modificare il patto di stabilità ed investire nei settori che possano creare sviluppo. Il problema vero non è l'euro ma l'austerità imposta dalla destra neoliberista della Merkel, di Sarkozy e di Berlusconi, per questo noi vogliamo cambiare radicalmente le politiche sociali dell'Unione».

C'è chi sostiene, come il senatore Salvatore Margiotta, che la sua è una candidatura di tutto il partito e che l'unità intorno alla sua figura non influirà sui futuri equilibri regionali per la scelta del segretario. Lei cosa ne pensa?

«Sono convinto che tutto il partito mi sostenga ma le dirò di più: sono convinto che la grande maggioranza dei cittadini lucani mi sosterrà perché io ho fatto veramente il parlamentare europeo e per portare un uomo del nostro territorio ai vertici delle istituzioni europee, forse senza l'autorevolezza di Emilio Colombo ma con tanta passione e determinazione che sono le qualità precipue del nostro popolo».

Prima di venire qui è stato in Val d'Agri: avrà parlato di petrolio e sfruttamento degli idrocarburi. Qual è la sua posizione sulla spinosa questione delle risorse del sottosuolo e sulle dichiarazioni che in merito ha fatto l'ex premier Romano Prodi?

«Io in generale ritengo che le estrazioni petrolifere debbano essere fatte nel rispetto dell'impatto ambientale perché non si può lasciar decidere alle compagnie petrolifere quanto petrolio estrarre, penso altresì che la titolarità della gestione debba appartenere in maniera condivisa allo Stato e alle regioni indipendentemente dai danni che vengono causati e, soprattutto, che il necessario ritorno sul territorio non debba essere distribuito a pioggia e sprecato in mille iniziative inutili ma canalizzati in maniera efficiente per far decollare la Basilicata e l'intero mezzogiorno».

Il suo partito fa parte della coalizione del Pse, che ha indicato il tedesco Martin Shultz alla presidenza della Commissione Europea. Pensa che sia l'uomo giusto per cambiare rotta?

«Shultz è sicuramente un europeista convinto ed una persona capace di portare avanti il programma del Partito Socialista Europeo che prevede al primo punto l'archiviazione del limite del 3% e del patto di stabilità, discernendo in un'ottica di macro-regioni tra spese assistenziali e spese produttive e foriere di crescita».

Il candidato del Movimento 5 stelle Piernicola Pedicini la ha definita un politico professionista potentissimo, che fa paura e che nessuno ha il coraggio di criticare

«Pedicini non è il primo, in molti nella mia vita si sono cimentati negli attacchi alla mia persona e alla mia famiglia ma a me interessa la politica, non le offese gratuite: chi ha la coscienza a posto fa polemica costruttiva e porta avanti i propri contenuti. Questo dovrebbe essere lo stile di chi fa politica e questo è il mio in effetti, ma credo che ognuno abbia poi lo stile che si merita».

 

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