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De Filippo: una delibera che scotta
Gli investigatori acquisiscono gli atti

Basilicata

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POTENZA - Lei è la titolare di un’azienda e la figlia dell’ex presidente della Regione, Vito De Filippo, attuale segretario del Pd lucano e sottosegretario alla Salute del governo Renzi. Così a dicembre la sua domanda è finita in mezzo alle altre sulla scrivania del papà. Lui non si è astenuto, ed è arrivato l’ok - con riserva - a un “contributo” a fondo perduto da 150mila euro. Poi quella delibera è stata revocata e ne è stata approvata un’altra “pari pari” dagli assessori senza il voto dell’ex governatore. L’ultima prima dell’insediamento del suo successore. Ma adesso gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Anche se lei nel frattempo ha già deciso di rinunciare a tutto.

Sono tornati in Regione nei giorni scorsi gli investigatori dellaProcura di Potenza. Il motivo è stato l’acquisizione di alcune pratiche con le relative delibere sull’assegnazione dei soldi per l’insediamento dei giovani agricoltori e l’ammodernamento delle imprese agricole del fondo europeo per lo sviluppo rurale.

La nuova indagine dei pm Laura Triassi e Francesco Basentini ruota attorno alla “Marmaros società agricola srl” di Sant’Arcangelo, che è la ditta della 24enne primogenita del sottosegretario alla Salute. A novembre del 2012 la Marmaros ha partecipato al bando approvato due mesi prima dalla Giunta presieduta dal padre, assieme ad altre 413 aziende lucane intenzionate a contendersi gli 8milioni e 300mila euro disponibili, intanto “lievitati” ben oltre i 20.

Perché le loro istanze fossero istruite a dovere ci sono voluti tempi diversi. Appena un mese per quelle a valere sui fondi per l’insediamento dei giovani agricoltori, per cui la figlia del sottosegretario risulta destinataria di un “premio” da 40mila euro, con altri 402 giovani beneficiari, come 13sima classificata in una graduatoria approvata dalla giunta senza il papà. Un anno, invece, per quelle a valere sui fondi per l’ammodernamento delle imprese agricole, per cui la Marmaros risulta decima di 347 «istanze ammesse», e 79 «finanziabili» (le prime) con il budget a disposizione.

La relativa graduatoria è finita soltanto 6 mesi fa sul tavolo della giunta regionale. S’intende sempre quella del papà, alle prese con l’ordinaria amministrazione in attesa dell’insediamento di Marcello Pittella, che a novembre ha vinto le consultazioni indette dopo le dimissioni del suo precedessore sull’onda dello scandalo di rimborsopoli. 

De Filippo, Nicola Benedetto, Luca Braia e Attilio Martorano (Roberto Falotico risulta assente, ndr) hanno ratificato il lavoro svolto dagli uffici senza aggiungere granché. La delibera è la numero 1520 del 4 dicembre scorso (anche se un timbro sul frontespizio riporta la data del 28 ottobre), e per la Marmaros risulta approvato un progetto da 250 mila euro complessivi e un contributo in conto capitale «finanziabile» di 150mila euro, che è il massimo previsto dal bando. La “riserva” fa riferimento all’accertamento «del titolo di studio dichiarato» dalla figlia del sottosegretario, per cui il «provvedimento di concessione» risulta sospeso «sino a riscontro». Un riscontro, sfuggito nei due anni precedenti, che sarebbe arrivato comunque non più tardi di due settimane dopo. Per la Marmaros come per le altre ditte nella stessa situazione. Di qui una nuova delibera di giunta, la 1528, che è anche l’ultima approvata da Benedetto, Braia, Falotico e Martorano (questa volta De Filippo risulta assente, ndr), prima dell’insediamento di Pittella e i suoi. Una delibera che  revoca la precedente e approva gli «ulteriori esiti istruttori» sbloccando di fatto l’erogazione dei fondi.

Da allora la vicenda riemerge soltanto il 30 aprile, quando l’ufficio sostegno alle imprese agricole del dipartimento agricoltura ha preso atto della «dichiarazione di rinuncia del beneficiario» e ha revocato il provvedimento di concessione del contributo alla Marmaros. La seconda revoca in meno di cinque mesi. Dopodiché sono arrivate la visita degli investigatori in Regione e le prime convocazioni di persone informate sui fatti.

Se ancora si farà quell’ammodernamento sarà a spese integrali del sottosegretario.  

l.amato@luedi.it

 

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