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Ecco chi vince e chi perde
Le storie dei candidati e le sfide tra professioni

Basilicata

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A sbirciare tra dati, risultati e nomi, vengono fuori piccole e grandi sfide di città.

Qualche riconferma, qualche sorpresa e, di tanto scorrendo i fogli dei risultati, qualche sconfitta.

Ecco, a guardare il risultato, buttando lo sguardo anche alla lunga campagna elettorale, sono cifre e nomi di storie di città.

Il primato die primati spetta al segretario uscente del Pd, Gianpiero Iudicello, che porta a casa 713 voti.

Tra le liste, soprattutto nel centrosinistra, era stato chiamato a raccolta un pezzo importante della società civile che si è dovuto confrontare - e in alcuni casi scegliere - con più rappresentanti di quel mondo.

Molto associazionismo e molto sociale, per esempio, tra gli elenchi.

C’era parecchia aspettativa sulla sfida tutta interna al sociale che ha inevitabilmente messo a confronto su diritti, solidarietà e partecipazione Gianluca Caporaso (446 voti), responsabile del Csv e candidato con Socialisti e democratici, Bianca Andretta (453 voti) e Gianluca Meccariello 438 voti), entrambi in lista con Petrone sindaco e impegnati nel sociale, e Franco Morlino  in corsa con Popolari per l’Italia e da sempre impegnato in percorsi di sostenibilità sociale. Hanno avuto la meglio gli ultimi tre che si sono ritrovati sfidanti per schieramento, ma che animano la stessa associazione di volontariato, Potenzialmente Onlus.

Anche il mondo dello sport cittadino contava su molti nomi in corsa. Ha fatto parecchio rumore la sfida di Giuseppe Postiglione che ha provato, in campagna elettorale, a raccontare una storia che sapesse di ripresa. Dopo la fine dell’avventura del Potenza calcio e diversi guai giudiziari, porta a casa 224 voti. Gigi Continolo, noto procuratore sportivo della pallacanestro e candidato con Forza Italia, si è fermato a 122 voti. Roberto Urgesi, presidente della Federazione Italiana Nuoto di Basilicata, in corsa con Realtà Italia ha totalizzato 266 voti. Inaspettato, invece, il risultato di Rosellina Marino, capitano della Basilia Basket:  ha portato a casa con Fratelli d’Italia 214 voti. Prima volta in gara e più di cento voti per Loredana Baldassarre: la regina dello zumba cittadino si era concessa un divertente gadget promozionale, braccialetti colorati per illuminare di positività Potenza.

Un pezzo di città e della sua storia recente è racchiuso nelle cifre del voto agli amministratori uscenti. Possono quasi tutti contare, anche quando non vengono eletti, su importanti bacini di voti. Tornano in aula i consiglieri uscenti Gianpaolo Carretta del Pd, Vito Mitro con Petrone, Fernando Picerno (che passa dai banchi del Pdl a quelli di CD), Sergio Potenza dei Popolari Uniti, Francesco Fanelli di FI, Rocco Summa di Realtà Italia, Felice Scarano con Falotico, Vincenzo Lofrano (Potenza Condivisa), Pietro Campagna (Popolari Uniti). Fuori dagli scranni Giuseppe Ginefra del Pd, Salvatore Lacerra (con Petrone), Pietro Rosa e Franco Corbisiero (PD), Nicola Becce (FI), Rocco Coviello (FdI), Rocco Ciriello (con Falotico).

Un punto a parte della trama del voto cittadino è nei cognomi famosi che ritornano. Gerardo Nardiello è il figlio dell’ex consigliere regionale Giacomino e totalizza 688 voti. In aula anche Angela Blasi, figlia dell’x assessore di storia socialista Salvatore. Si è fermata a 210 voti Ada Severini Losinoso, sorella di Arduino, dirigente Pd. va meglio Marianna Bulfaro, figlia di Tonio Bulfaro, ex presidente del consiglio regionale, con 371 voti.

Tanti personaggi dell’impegno civico si sono messi in gioco in questa campagna elettorale. Meno di cento voti per il presidente del comitato di quartiere di Poggio Tre Galli, Vincenzo Iacovino, il responsabile del WWF Luigi Agresti.

La campagna elettorale è stata anche l’occasione per parlare di alcuni temi caldi della città, come la relazione con la Siderpotenza. Con una sfida “interna” nella coalizione di Luigi Petrone, che proponeva tra i candidati un lavoratore della siderurgica, Rocco Pepe (Socialisti uniti, ) e Luciana Coletta, volto ambientalista di Sinistra per Potenza (121 voti).

Guadagna 33 voti Rocco Fiore: la voce e bassista dei Damash era candidato con Italia dei Valori.

Solo 78 voti e dichiarazioni di amarezza per Gianluigi Laguardia (FI) che aveva denunciato l’ostruzionismo ricevuto da parte di un sacerdote della città, “reo” di aver chiesto ai fedeli di non votare per il giornalista.

Il docente di inglese Larri Adeyanjiu si ferma a 87 voti. Molti di più, anche se non abbastanza, quelli raccolti da Fabio Dapoto (CD, 207 voti) che dovrà continuare a far politica tra i giovani fuori dall’aula. 

s.lorusso@luedi.it

 

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