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Falotico attacca Pittella
ritenuto tra i responsabili della disfatta

Basilicata

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POTENZA - «Chi pensa di poter utilizzare la rivoluzione ad uso e consumo proprio è già finito. Avevano ragione i giacobini, la rivoluzione va portata avanti in maniera condivisa. Fare la parte di chi condivide e poi tapparsi occhi, naso, orecchie e bocca è indizio della fine. È mortuario». Le parole di Falotico pesano come un macigno, e sono direttamente rivolte a Marcello Pittella. Sono parole risentite, in un discorso durato poco più di mezz’ora davanti a tutti i supporter della lista Potenza condivisa e agli esponenti dei partiti che hanno sostenuto Falotico in questa corsa. E a giudicare da queste parole è chiaro che Falotico imputa una parte della sua disfatta proprio all’azione del governatore, che aveva assicurato il suo sostegno ma che, a quanto pare, non è sembrato proprio convinto.

Durante il suo discorso l’ex candidato sindaco, che ha collezionato il 14% circa, l’ha detto chiaro e tondo che quell’inciucio c’è stato. Ha scaglionato questo aspetto durante il discorso, ma alla fine ha dipinto un quadro dove De Luca e Petrone sono i diretti interessati. «La città è in mano ai soliti noti - dice - abbiamo dimostrato che esiste un’altra via, ma le filiere clientelari hanno portato più risultati degli altri. Eppure il nostro progetto deve aver portato qualche timore, visto che hanno preferito spostare i voti sul centrodestra. E questo è un dato di fatto, basta leggere i numeri. In questa città il centrodestra non esiste, una parte (chiaramente si riferisce a Cannizzaro) si è vista nei risultati, l’altra (De Luca) è stata sostenuta dal centrosinistra. E pensare che il centrosinistra avrebbe potuto vincere al primo turno senza tutto questo ma tanto spavento li ha indotti ad avvantaggiare un candidato di centrodestra».

Falotico ammette l’inciucio, attacca a spada sguainata Pittella e difende i suoi, soprattutto i partiti che lo hanno sostenuto. partiti che si muovono nel centrosinistra «ma che spesso sono stati trattati come fantasmi appestati».

La questione principale oggi è il ballottaggio e l’eventuale sostegno alla lista di Petrone. Ma già ieri si sono rimpallate diverse dichiarazioni sui possibili assetti per il ballottaggio. Su questo Falotico qualche indizio lo dà, nonostante la rabbia: «Io sono un uomo del centrosinistra e tanto basta. In politica chi pensa di stravincere non deve poi isolare gli altri. Ed è per questo che dico che il centrosinistra va cambiato».

la ricetta non è semplice, Falotico parla con una insicurezza «quella dell’ultima, forse mia esperienza politica interessante» che sembra annunciare un ritiro dalle scene politiche a favore però del progetto di Potenza Condivisa che deve andare avanti. L’idea è quella di tenere insieme ancora il gruppo dei partiti che ha sostenuto la sua candidatura dopo le Primarie e creare qualcosa che abbia una prospettiva lunga. Falotico la differenza la vede nel metodo: c’è un centrosinistra arroccato nei palazzi e un’altro che ha cercato di creare un programma sulla base della condivisione e sfruttando la spinta dal basso. Ora questo progetto lo si vuole portare avanti senza troppi compromessi. «Ci sono consiglieri che ci potranno rappresentare al comune di Potenza e a loro spetterà sia dialogare che fare opposizione quando ce ne sarà bisogno». Poi un ultimo appunto particolare, che è un chiaro riferimento al centrosinistra del Pd: «Chi pensa oggi di voler mantenere il recinto della politica stretto sta commettendo un errore madornale».

v.panettieri@luedi.it

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