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Fra cinque anni ci ricorderemo di voi
Una generazione nuova guida la città

Basilicata

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POTENZA - Ieri abbiamo raccontato di chi non ce l'ha fatta e di chi invece è prepotentemente in salita dopo questa tornata elettorale. Tutti volti “nuovi”, spesso sostenuti dall'area politica o direttamente dal politico di riferimento, ma comunque parte di quella generazione successiva che sta conquistando passo dopo passo un pezzo del consenso della città. 

Chi più chi meno ha conquistato dei piccoli successi personali, sperando però di potersi rifare nei prossimi anni. E così tra ringraziamenti «a tutti» e amare riflessioni sull'oggi e su quanto impegno è stato speso non si può certo dire che non c’è una generazione nascente che continuerà a far parlare di sé. Lo spunto è arrivato due sere fa da Roberto Falotico durante la sua conferenza stampa. L’ex candidato ha sottolineato un aspetto rivolgendosi ai ragazzi che lo hanno sostenuto. Se è vero che una stagione politica è finita «fra cinque anni, tra questi ragazzi, ci potrebbe essere il futuro candidato sindaco. 

Ed è per questo che nessuno di voi dovrà fidarsi di chi dice che la formazione politica non è importante. Formatevi, perché sarete voi a raccogliere le sfide future». Il ragionamento non fa una piega, questi ragazzi, voti o non voti, dovranno confrontarsi con i prossimi anni di amministrazione, preparare il terreno, criticare e valutare. Anche perché molti di loro saranno nuovamente presenti sui manifesti elettorali, nei comitati, nelle pagine sponsorizzate di facebook. Il nostro ragionamento è orientato al futuro: oggi è andata come andata, ma fra cinque anni ci ricorderemo di voi.

Alessandro Galella non è certo nuovo alla politica cittadina, ma di certo non può dichiararsi contento. Certo, in caso di vittoria di De Luca potrebbe rientrare all'interno del consiglio comunale, il suo ultimo sfogo lo ha lasciato su facebook, «il destino - scrive - per l'ennesima volta è contro di me ma ho l'obbligo di ricambiare il mare di affetto che mi circonda (...) Ci vediamo in piazza. Ci vediamo in cantina. Per la nostra festa». Galella è uno di quelli che forse ci ha sperato di più, ma i consensi ottenuti sono una solidissima base sulla quale ripartire. Non sarà astro nascente, ma resta tra i più quotati e, forse, fra cinque anni sarà uno dei candidati sindaco. 

Forse ad accompagnarlo potrebbe esserci Mario Guarente, vecchio amico di Galella che non ha nascosto l’amarezza per la sua non elezione. Entrambi fanno parte di quel substrato cittadino che nei più giovani trova maggiore presa. Cinque anni sono lunghi, solo che Guarente li passerà nel palazzo e da lì potrà costruire un bacino consistente per poter continuare, magari provando anche a puntare alla Regione. 

«Un abbraccio speciale a chi non ce l’ha fatta e lo avrebbe meritato. Per il bene della mia città spero che continuino a riempirla d’amore». Gianluca Caporaso non è riuscito ad entrare in Consiglio ma ha comunque dalla sua parte una lunga attività nel volontariato. È, quindi, una presenza attiva in una città che ha un disperato bisogno di questo. Caporaso lo ha fatto capire, c’è tempo per continuare a lavorare su Potenza, non solo per lui.

Rocco Coviello fa subito capire tutto: «I destini delle persone vengono molto dopo dei destini e degli interessi generali. Oggi può iniziare un vero percorso che cambi la storia. Continuerò a dare tutto me stesso perché non mi accontento di vincere una battaglia. Crediamoci». Una dichiarazione battagliera e chiara: Coviello non si ferma qui, d’altra parte lui in Comune c’era già stato.

Franco Morlino è in Consiglio, la sua non poteva che essere una dichiarazione d’intenti politica sulla speranza nel contribuire al cambiamento di questa città. Cambiamento, in effetti, significa anche questo. Ricambio generazionale utile a disegnare una città che cambi completamente la sua misura, il suo stile.
Gianluca Meccariello è ragazzo di sport: sa cosa vuol dire competizione. Sulla sua bacheca facebook ieri c’era chi urlava “largo ai giovani”. E questa è l’espressione più utilizzata per dimostrare l’esigenza di rinnovamento, ma bisognerà anche badare ai fatti e Meccariello a quarant’anni dovrà dimostrare di esserci. 

Gerardo Nardiello ha alle sue spalle l’eredità familiare, che in un certo senso gli ha permesso di essere uno dei principali incassatori di voti. Ed è uno degli altri che è riuscito a conquistare uno spazio in consiglio comunale. Forse è uno di quelli che fra cinque anni si ritroveranno a tentare la scalata alla Regione, visto il numero di consensi raccolti pochi giorni fa. Ma dovrà dimostrare di essere “diverso” dal Pd di oggi, dargli un’impronta più aperta dell’immagine attuale. 

Diversa è la questione di Antonio Vigilante che comunque milita nell’associazione Spina nel Fianco e che da subito si è presentato come candidato di rottura rispetto al resto della politica. La stessa candidatura «è nata da una scelta condivisa - dice - d’altra parte l’identificazione con il singolo non fa parte della nostra militanza politica. Non siamo certamente come molti che hanno alle loro spalle un padre putativo». Vigilante comunque continuerà a lavorare per la sua città: «nei prossimi anni insisteremo molto su un aspetto che è quello del decoro urbano, anche perché rappresenta l’aspetto più civico». Ma non nasconde neanche le speranze sul ballottaggio facendo capire che se le forze legate a Cannizzaro coagulassero all’interno del progetto di De Luca il successo sarebbe assicurato». 

E poi c’è Donato Pace che nel metodo rappresenta l’aspetto più innovativo: fare le primarie nelle contrade è oltre tutto quello che i partiti hanno fatto fino ad oggi. Ed è proprio di questo che si ha disperatamente bisogno, di scelte di rottura e perché no nel loro piccolo innovative. Chissà chi di loro, fra cinque anni, sceglierà di correre a sindaco, senza replicare i modelli politici di oggi. Utopia?

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