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L'EDITORIALE
Le parole che attendono risposta

Basilicata

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Unione, dice Folino. Politica, dice Roberto Speranza.
La Basilicata ha bisogno di una dose massiccia di serenità, possiamo aggiungere. Il Pd lucano, dopo il voto delle amministrative, esce saldo. L'onda di Renzi, ma anche la ferita fresca dello strappo delle regionali, la paura che il partito, la sua storia ma anche la gestione delle cose potesse sfuggire di mano, ha spinto all'unità nell'urna. 

Certo, non tutti quelli che hanno votato centrosinistra hanno votato per Petrone sindaco. Quale sia stata la strategia può essere oggetto di molte analisi. De Luca rivendica con orgoglio i suoi voti personali. Travaso di voti? Inciucio? Commistioni dell'ultima ora? Potrebbe essere anche lo spontaneismo di una slabbrata piattaforma di candidati che in una città così piccola divide relazioni e preferenze. 

Nell'intervista che pubblichiamo al capogruppo dei deputati del Pd, Roberto Speranza, c'è il racconto di quello che l'Italia aspetta da una forza politica che ha avuto un trascinamento elettorale straordinario. Se si guarda bene il risultato elettorale esso dice che, soprattutto al sud, la speranza non ha ancora spazzato del tutto la rabbia. Che cova nei bisogni e nelle disparità. Tra pochi giorni il governatore della Basilicata incontrerà il ministro Guidi. 

Se dimostrerà di avere lo stesso carattere della campagna elettorale dovrà essere all'altezza della più importante appuntamento che la Basilicata attende dal nuovo corso annunciato. Ci stupirà, ci annunciano. Non aspettiamo altro. Ma dopo il giorno della sorpresa c’è poi bisogno di tradurre le parole in fatti. Per fare questo ha bisogno di condivisione politica. 

A leggere bene quello che dicono Speranza e Folino c’è un comune sentire. La magica parola – unità – oggi può concretarsi in uno scenario di maggiore serenità. A parte il ballottaggio dell'8 giugno dove, se non ci sono sorprendenti novità, Potenza eleggerà – stando ai numeri – Petrone sindaco, non ci sono appuntamenti elettorali all'orizzonte. C’è un congresso da fare. «Ognuno di noi ha le proprie idee e le esprimerà nelle sedi opportune», dice Folino. 

«Con il contributo di tutti si può trovare la giusta sintesi, facendo un congresso vero, in cui ci si divide e ci si unisce sulle idee e sui programmi politici». Insomma superare gli strappi sembra dire. 

Troppo alta è la partita in gioco che riguarda la vita di tutti noi cittadini. Le strepitoso successo di Gianni Pittella, un europeo senza snobismi, come lo ha definito in un bel ritratto Massimo Micucci, non può che essere l'orgoglio di tutto il Pd. Incassato questo successo enorme, con Speranza nella leadership nazionale, la Basilicata diventa, nel Mezzogiorno d'Italia, la terra madre della politica riformista italiana ed europea. Sarebbe veramente un peccato, un peccato di polletti di provincia, scannarsi su un congresso di partito o su qualche posto in Giunta. 

Nel Pd non bisogna amarsi. Ma bisogna avere obiettivi comuni a favore della comunità. Folino oggi lancia un messaggio che attende una risposta. Cui bisogna rispondere. Quoque tu, Marcello.

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