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Adduce parla della scelta di azzerare la Giunta
«Serviva un’accelerazione»

Basilicata

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«NON ci sono misteri, nè messe nere o incontri sotto banco».

Salvatore Adduce parla a poche ore dall’azzeramento della giunta e sembra quasi che voglia “Dire a nuora perchè suocera intenda”. Immediatamente dopo la notizia, infatti, opinioni e letture di questa vicenda si sono susseguite e così lui, oggi, chiarisce i termini.

«Così come ho sempre gestito questa amministrazione,  con trasparenza, sto affrontando questa fase senza alcuna difficoltà a parlare, senza infingimenti».

Entro poche ore, spiega, deciderà quale volto avrà la sua prossima giunta, quella che condurrà la città fino al termine del mandato di Adduce e attraverso la corsa per diventare Capitale europea della Cultura nel 2019. 

«Non mi piace la contorsione lessicale.

I partiti mi hanno chiesto di aprire ad  una giunta che abbia una connotazione politica e io ho accettato».

A chi accusa la sua gestione di aver badato più a garantirsi clientes che alle sorti della città, risponde: «Non mi piace dare spazio al circo delle supposizioni, comunque se avessimo voluto clientes non avremmo così tanti denigratori».

I tempi dell’azzeramento hanno sollevato più di una polemica ma il sindaco chiarisce: «Ho deciso di aprire l’ultima fase della consiliatura con questa impostazione.

Ho dovuto farlo in questo momento perchè ho valutato che questo fosse il momento migliore per un’accelerazione.

Tutti noi abbiamo alle spalle numerose votazioni: domenica scorsa le europee, prima ancora i congressi cittadini e quello regionale, le primarie,  le regionali, insomma un calendario politico che ci ha impegnati quasi ogni settimana.

I dirigenti politici non possono con un colpo di spugna cancellare ciò che è accaduto finora.

Devo purtroppo ricordare che nel 2013 ci sono stati innumerevoli impegni; in quel clima, una decisione come questa sarebbe stata fuori luogo, avrebbe aggiunto fibrillazioni a quelle già presenti.

E’ un problema che ci trasciniamo da  alcuni mesi, ma io ho le idee molto chiare e il lavoro non durerà a lungo, la sintesi finale toccherà a me.

Entro domani (oggi per chi legge, ndr.) avrò un quadro più chiaro.

La città non deve rimanere un altro minuto senza il suo esecutivo.

Sto lasciando i partiti e i gruppi consiliari, due facce della stessa medaglia, nell’autonomia di scegliere.

E’ un lavoro delicato che lascio svolgere per fare valutazioni e proposte a cui non ho posto paletti particolari.

Abbiamo bisogno del sostegno di tutti soprattutto nel rush finale dei prossimi mesi.

Ci attendono dieci mesi di lavoro che non possiamo sottovalutare».

Nessun esterno in questa fase, all’interno della giunta?

«Ho acconsentito affinchè i partiti esprimano pienamente la loro funzione».

Nemmeno per un attimo ha lasciato trapelare indicazioni su nomi e new entry.

La trasparenza cui fa riferimento, forse, non arriva fino a questo punto.

a.ciervo@luedi.it

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