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Pittella si sbilancia
«Riuniamoci per la vittoria»

Basilicata

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LA cronaca di queste ultime ore,  contrassegnata da gesti estremi di imprenditori lucani disposti a tutto, sinanche a rinunciare alla vita,  piuttosto che subire l’onta derivante dal fallimento della propria azienda, pone a tutti noi,  ed in particolare a me,per il ruolo istituzionale che rivesto, un interrogativo angosciante che pesa  come un macigno sulla coscienza  di ognuno: che fare? O meglio, che fare subito? Nel giro di poche settimane (se non di giorni) per non lasciare soli i  tanti operatori economici  in difficoltà, come chiede Rete Italia, all’indomani dell’ultimo tentato suicidio di un imprenditore di Potenza?

Io credo che al di là degli interventi tampone che possono (ed anzi, debbono) essere individuati con immediatezza, dallo Sportello di aiuto psicologico a misure di sostegno per l’accesso al credito, la politica e le Istituzioni abbiano il dovere di imboccare con coraggio la via delle riforme e dell’approccio sistematico alla risoluzione dei problemi, spesso irrisolti da troppi anni, come pure in Basilicata e nel Paese chi governa da qualche mese a questa parte sta tentando di fare con l’aiuto di tutti.

La Politica, in particolare, a partire dalle forze di centrosinistra che sostengono la Giunta regionale, e’ chiamata a dare, sin dal prossimo appuntamento elettorale, in questo caso contrassegnato dal turno di ballottaggio di domenica 8 giugno per la elezione del sindaco di Potenza, un forte segnale di unità che recuperi le incomprensioni e le divisioni di una prima fase convulsa, pasticciata e soprattutto contraddittoria rispetto ai valori fondanti della coalizione, in generale, e del Pd, in particolare.

Aver rinunciato alle primarie, per individuare il candidato unitario del centrosinistra nel capoluogo lucano, è stato un errore, come sin dal primo momento ho detto, e non da solo, forte di una esperienza personale e politica fortemente inclusiva che senza le primarie oggi non mi vedrebbe alla guida della Regione Basilicata.

Aver di fatto svolto le vere “primarie aperte”, chiamando tutti gli aventi diritto al voto, in una elezione disciplinata dalle leggi dello Stato e non dalle regole di una sola coalizione, ad  esprimersi nel segreto dell’urna, su due candidati sindaci del centrosinistra, è stata una esperienza sicuramente nuova e dirompente per la città di Potenza.

Ma al contempo foriera di quella unità vera e inclusiva che, per il bene della comunità , non disdegna la diversità delle idee e trasforma in risorsa preziosa da mettere al servizio della pubblica amministrazione (al di la' dei ruoli ufficiali da assegnare) l’entusiasmo, la passione e soprattutto il coraggio nell'affrontare le sfide difficili che Luigi Petrone e Roberto Falotico hanno profuso a piene mani in questa campagna elettorale.

Aver combattuto, a volte anche con asprezza, ma sempre con una leale correttezza di fondo e senza mai ledere la dignità personale di ognuno, una battaglia politica temporaneamente su fronti avversi, non significa che quelle “primarie aperte” non debbano ritenersi concluse per un centrosinistra e in particolare per un Pd che a Potenza, come altrove, deve sapersi ricompattare se vorrà, come io credo, dare un segnale di speranza a chi non ce la fa ad andare avanti.

A coloro i quali, intravedendo lo spettro della povertà per se stessi e per la propria famiglia, cadono in una cupa depressione. E a quanti, pressati dai debiti e dalle sconfitte della vita, pensano (sbagliando) che possa esservi una facile scorciatoia per porre fine a tutto, lasciando proprio le persone che piu' si amano in condizioni ancora peggiori.

Alternative, come si vede, non ve ne sono. Occorre impegnarsi in questi ultimi giorni di campagna elettorale, prima del ballottaggio di domenica prossima, per far vincere Luigi Petrone e ricompattare intorno al candidato sindaco del Pd le forze dell'altro centrosinistra che si  sono ritrovate intorno a Falotico, Cantisani e Padula, per un grande progetto di rilancio del capoluogo di regione.

Un progetto che parta dal ruolo nevralgico di Potenza quale città dei servizi avanzati, città intelligente, Smart, che con Matera crei un sistema Basilicata, forte dei tanti piccoli comuni che la popolano.

Dice bene Roberto Speranza: il Pd ha ottenuto un risultato storico alle Europee. Un risultato che sicuramente premia la Basilicata e il governo regionale, e non solo perché tra gli eletti c'è un altro Pittella, ma perché in Italia, come a Potenza e Matera e in tutti gli altri 129 comuni lucani in cui si e' votato per il rinnovo del Parlamento europeo, hanno vinto la "speranza"  e la "fiducia" di cui si e' fatto portavoce il presidente del Consiglio Matteo Renzi e non la "rabbia" e la "disperazione" di chi da sempre, come Grillo, ha impostato la propria proposta politica al "tanto peggio, tanto meglio".

Naturalmente, le parole del capogruppo alla Camera del Pd non solo mi riempiono di orgoglio ma mi caricano di ulteriori e pressanti responsabilità, specie quando Roberto dice pubblicamente, come riportato dai giornali, che ora occorre "connettere Potenza alla sfida portata avanti a livello regionale da Marcello Pittella e a livello nazionale e comunitario da Matteo Renzi".

In questa ottica, mi auguro che il prossimo congresso regionale del Pd, da vivere come una leale competizione di uomini e di idee, abbia sempre di mira l'unità del partito e una corretta collaborazione all'interno delle Istituzioni.

Non mi sfugge che sin dai prossimi giorni avrò due importanti incontri, con altrettanti autorevoli esponenti del Governo nazionale, che mi chiameranno ad un ruolo forte e deciso per difendere gli interessi della Basilicata, in un contesto nel quale la nostra Regione, per le risorse energetiche che mette al servizio del Paese, può svolgere un ruolo-guida nel Mezzogiorno, e non solo.

Domani, martedì (oggi per chi legge) incontrerò a Roma il ministro Lupi per affrontare i nodi irrisolti dello schema idrico Basento-Bradano e del completamento della strada Nerico-Muro Lucano.

Il giorno successivo, mercoledì 4 giugno, a Potenza, il ministro Guidi presiederà nella Sala Verrastro, alla presenza dell'intero governo lucano e della "cabina di regia" composta da Cgil-Cisl-Uil, Confindustria e Pensiamo Basilicata,  il tavolo sul rilancio delle intese Stato-Regione Basilicata per l'accelerazione dello sviluppo regionale. Sono due appuntamenti importantissimi, ai quali mi sono preparato da giorni con proposte concrete, che - voglio tranquillizzare i lucani - non apriranno in alcun modo la strada a nuove trivellazioni al di fuori delle aree storiche del petrolio in Basilicata e porranno in modo prioritario, come sempre abbiamo fatto in questi anni, il tema della salvaguardia dell'ambiente e della salute in cima all'agenda della discussione.

Sarà mio preciso dovere, come ho già avuto modo di annunciare a tutti i consiglieri regionali, presentarmi in Aula per rendere conto del lavoro avviato e degli obiettivi che intendiamo perseguire in una interlocuzione con il Governo che, sono certo, farà bene tanto all'Italia quanto alla Basilicata.

*Presidente della Regione Basilicata

 

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