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Fondi comunitari 2014 - 2020
Pittella prova ad accelerare

Basilicata

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POTENZA - Tre le parole cardini. Intelligente, sostenibile e inclusiva: presentato ieri il piano di crescita della Basilicata immaginato da  Marcello Pittella per i fondi europei 2014 - 2020. Sono ben 863 i milioni di euro che la Regione avrà a disposizione per i prossimi 7 anni derivanti dai fondi comunitari. E ieri mattina in Consiglio regionale il presidente della giunta ha spiegato le linee guide su cui intende programmare la spesa e i risultati attesi.

Quella di ieri è stata una sorta di spiegazione di quello che si intende mettere in campo. Non c’è stato però dibattito in aula. Dopo aver ascoltato la lettura della relazione del presidente della Regione, il consiglio regionale su proposta del consigliere Miranda Castelgrande (Pd) ha deciso di prevedere la discussione nella prossima riunione consiliare.

In pratica i consiglieri si sono presi alcuni giorni per approfondire il documento programmatico presentato da Pittella.

Il governatore lucano da parte sua ha chiarito all’inizio della propria relazione che «c’è una fortunata coincidenza fra l’avvio della presente legislatura e l’inizio del nuovo ciclo di programmazione comunitaria 2014 - 2020 e non solo per l’ammontare ragguardevole di risorse finanziarie da mobilitare nel prossimo settennio a sostegno delle politiche di sviluppo regionale ma anche, se non soprattutto, per la possibilità di inquadrare le opzioni strategiche perseguite da questa Amministrazione in un contesto di orientamenti ed indirizzi più ampio, quello a scala nazionale ed europeo».

Ma fondi europei dovrebbero tradursi in sviluppo. Per questo Pittella ha illustrato anche lo “stato dell’arte” e cioè la situazione di partenza: «In un quadro di regole comunitarie e nazionali che è andato a definirsi solo nelle scorse settimane, la Regione sta ponendo in essere tutte le azioni necessarie per la definizione dei Programmi operativi, la cui presentazione alla Commissione è prevista per il prossimo mese di luglio».

Per quanto riguarda le priorità, tre gli assi strategici illustrati da Marcello Pittella: Crescita intelligente (diretta a sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione); crescita sostenibile (volta a promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva); crescita inclusiva (finalizzata a promuovere un'economia con un alto tasso di occupazione, che favorisca la coesione economica, sociale e territoriale).

Il presidente della giunta ha quindi concluso la propria relazione: «Il settennio 2014 - 2020 è evidentemente l’orizzonte su cui si gioca la sfida di un cambiamento di rotta per la nostra regione. Le cospicue risorse comunitarie previste, pari a circa 1,2 miliardi di euro sui fondi Fesr, Fse e Feasr a cui vanno sommate le quote di cofinanziamento nazionale e regionale, possono consentirci di impostare una strategia di intervento aggressiva che, in sintonia con la comunicazione “Europa 2020”, punti soprattutto a conseguire una “crescita intelligente”, agendo sui driver dell’innovazione, della ricerca, della società dell’informazione, delle biotecnologie, dell’istruzione superiore, coniugando questi temi alle vocazioni ed emergenze territoriali e facendo confluire verso di essi parte significativa dei finanziamenti disponibili».

«In questo quadro programmatico - ha spiegato ancora il presidente Pittella - è necessario che anche gli altri due pilastri della strategia “Europa 2020”, ovvero “crescita sostenibile” e “inclusione sociale”, nel rispondere alle domande emergenti della nostra comunità, mantengano una curvatura orientata all’innovazione ed allo sviluppo del territorio. A questo disegno dobbiamo ricondurre il processo negoziale con le autorità centrali titolari dei Programmi operativi nazionali, ma soprattutto piegare anche l’utilizzo delle risorse nazionali, in primo luogo il Fondo di sviluppo e coesione, nonché quelle regionali, incluse quelle rivenienti dalle royalties, certamente articolando i diversi piani di intervento su scale differenziate e secondo le regole di pertinenza, ma comunque in una cornice programmatica unitaria. Solo in un  processo condiviso e coeso il “2014 - 2020” non sarà per la Basilicata una mera connotazione onomastica di un ciclo di programmazione comunitaria, ma piuttosto lo spazio progettuale nel quale esercitare una scommessa di cambiamento, un percorso di crescita sociale ed economica, da conseguirsi con impegno e determinazione».

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