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Lacorazza: «Porte chiuse come un Daspo»
Polese: «Sei in fuorigioco»

Basilicata

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POTENZA - Raramente, fino a ora, lo si era visto così impegnato come in questa battaglia. Per Piero Lacorazza, la riapertura della candidature per il congresso regionale sembra essere diventato ormai un cruccio. Il presidente del Consiglio da giorni continua a insistere. Anche al costo di azzardare un paragonare  irriverente: gli elettori del suo Pd trattati dal partito al pari di Genny a Carogna. Ne chiede conto anche al dirigente nazionale Lotti. Perchè se per il capo ultrà napoletano protagonista dei fatti della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli, il Daspo è più che comprensibile, meno lo è la chiusura del congresso regionale a nuovi aspiranti segretari. Il presidente del Consiglio, così come già era accaduto nei giorni scorsi, sceglie ancora una volta i social network per lanciare la nuova provocazione. Tira in ballo il consigliere regionale Mario Polese, che invece sostiene la linea del congresso subito, con i tre candidati in campo (Antonio Lungo, Luca Braia e Dino Paradiso). E lo scambio di battute, forse anche sull’onda emotiva dei mondiali in corso, va avanti per metafore calcistiche. Polese non si tira indietro: «più che un Daspo», quello di Lacorazza «è un fuorigioco». Insomma una mossa fatta con i tempi sbagliati. Ma quando Polese insiste, chiedendo al presidente se sarebbe realmente disponibile  a entrare in campo il caso di riapertura, il presidente non risponde. Ribadisce solo: «Il tema non sono i giocatori, ma le porte chiuse dello stadio».

«Speriamo solo non sia un modo per rinviare ancora la partita», risponde Polese che però preme su un altro tasto: «Se proprio c’è da riaprire, lo si faccia su tutti i campi. Anche quello di Potenza». Posizione che il consigliere aveva già avuto modo di esprimere nella direzione cittadina del partito dello scorso lunedì: primarie aperte o riapertura dei tesseramenti per il congresso cittadino fissato per il 20 settembre prossimo. Che però non va considerata affatto come un via libera alla posizione di Lacorazza. Tanto che lo stesso Polese precisa: «La posizione è politicamente plausibile, ma ci sono regole e indicazioni nazionali» da seguire. E soprattutto c’è «un congresso da celebrare subito».

Quest’ultimo, come quello cittadino, doveva svolgersi mesi fa, poi bloccato per evitare eventuali ulteriori scontri a fuochi all’interno del partito prima delle amministrative. Il tema è che - non si stanca di ribadirlo Lacorazza - nel frattempo sono accadute troppe cose. Le candidature scadevano a febbraio, e a quella data rimangono tutt’ora bloccate. Ma da allora, il quadro è profondamente mutato. Tanto da richiedere per il presidente del Consiglio un cambio delle regole. «In Basilicata siamo andati anche oltre. Si é aperto un grande spazio politico che dubito possa consolidarsi nel tempo senza interpretare la spinta al cambiamento, chiara indicazione da parte degli elettori».

«Nessuno - insiste lui - può avere la presunzione di rappresentare questo cambiamento ma neanche nessuno può avere la pretesa che il confronto si chiuda a proposte politiche ferme di fatto a gennaio mentre a luglio dovremo chiamare i cittadini a votare».

I tre attualmente in pista - sottolinea il presidente del Consiglio - potranno ripresentare le proprie candidature. Ma l’importante è riaprire i termini. Del resto anche il senatore Margiotta - fino a ora sostenitore del congresso subito e con i tre candidati in campo - nell’ultima direzione cittadina ha fatto trapelare una fino a ora inedita disponibilità alla posizione di Lacorazza. Ipotesi  che - ha spiegato il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai in questa versione possibilista - quanto meno consentirebbe di recuperare la presenza di un candidato donna. Nulla di nuovo, invece, sul fronte dei tre diretti interessati: disponibile fin da subito si è detto Luongo; possibilista, il civatiano Paradiso. L’unico, netto oppositore rimane lui: per Luca Braia non se ne parla nemmeno.

m.labanca@luedi

 

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