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«Quel tentativo maldestro del presidente del consiglio
che vuole rimescolare le carte»

Basilicata

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MI sorprende che sia proprio un funzionario di carriera che appare, con le ultime posizioni politiche assunte in questi giorni, non comprendere che la Basilicata è tra le regioni italiane la più fragile, che il coraggio di chi si espone per la sua terra merita lealtà,  che la gente è stremata e non ne può più di vederci attratti solo dalle legittime aspettative individuali mentre c’è bisogno di unità, decisioni e riforme in grado di generare sviluppo, lavoro ed occupazione.

Il provare a piegare o infrangere le regole a volontà che appaiono assolutamente personali è sempre, al di la delle dichiarazioni o buone intenzioni, un pericoloso tentativo di  autoconservazione e quindi un chiaro segnale contro l’auspicato “cambiamento”.

Ritenere poi che le proprie posizioni siano indiscutibilmente quelle maggioritarie di una comunità, qualunque essa sia, è quantomeno pretestuoso oltre che destabilizzante.

Assumere entrambi gli atteggiamenti dopo che la Direzione regionale ha votato all’unanimità la celebrazione del Congresso regionale del Pd per il 12 luglio prossimo, è la chiara dimostrazione che il tentativo,  contenuto nella missiva inviata da Lacorazza ai segretari di circolo, di presentarsi come il “nuovo paladino” della politica lucana del cambiamento e dell’apertura alla società civile credo possa ritenersi un pò azzardato e poco credibile.

 Solo per una valutazione oggettiva è giusto ricordare che il partito che oggi l’amico e giovane Piero ritiene, con l’invito a riaprire le candidature, di dover “aprire e cambiare”, di cui vuole “abbattere i recinti” e nel quale si auspica possa spirare sempre più  il “vento impetuoso del rinnovamento”,  è lo stesso partito che frequenta da 20 anni, che lo vede protagonista indiscusso e dirigente dal 2006 e che ha già guidato da segretario per 18 mesi.

 Siamo contenti e felici  che il “modello renziano” possa avere sempre più e nuovi simpatizzanti e protagonisti con i quali lavorare, auspico unitariamente in futuro.  Il tema cruciale, pertanto,  è avere consapevolezza del significato di quella maglia, onorarla e battersi per il progetto che rappresenta, sapendo che non la si può mettere e togliere a convenienza .

Piuttosto che continuare ad impiegare tempo ed energie per studiare le mosse o le strategie possibili finalizzate a rimescolare le carte, ottenendo rinvii pericolosi  ritengo sia fondamentale invece cercare l’unità nel cambiamento e dare il sostegno massimo e più compatto possibile alla sacrosanta battaglia intrapresa dal Governatore Marcello Pittella sul tema del Patto di stabilità .

Avere in cassa oltre 500 milioni di euro e non poterli spendere per onorare gli impegni assunti con le imprese per un vincolo di bilancio appare oggi anacronistico alla luce dell’oramai irrinunciabile esigenza di rilanciare sviluppo ed occupazione.

*Candidato alla segreteria regionale Pd

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