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Pd: Luongo lancia la sfida da Policoro
«Con me Pittella sarà più forte»

Basilicata

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POLICORO - Congresso Pd: Luongo entra di forza in campagna elettorale. E' arrivato a salutare i suoi amici di sempre, Antonio Luongo, candidato alle imminenti Primarie per la segreteria regionale del Partito democratico di Basilicata. E lo ha fatto a Policoro concedendosi alle domande dei giornalisti, ai quali ha illustrato la sua idea politica e i suoi contenuti.
Il personaggio è “scaltro”, conosce la politica ed ha risposto prontamente. Dopo il saluto della segretaria di sezione, Adele D'Agostino, è sceso in campo. Luongo quindi si è detto «contro il correntistismo» per poi precisare: «Io avrei una proposta organizzativa: quella delle micro aree, specialmente ora che le Provincie non esistono più».
Il candidato segretario Antonio Luongo ha inoltre proposto che la futura direzione dovrà tenere conto dei territori. E ancora ha spiegato: «Ho la sensazione che stiamo eleggendo il presidente della Repubblica, perchè abbiamo il presidente della Regione, una qualificatissima delegazione parlamentare e tanti sindaci».
E nel suo stile ha iniziato a non fare sconti: «Usciamo da questa vecchia ipocrisia che dove va un politico quello diventa il posto più bello del mondo». E quindi a livello regionale ha aggiunto: «Se questa regione non torna a fare sistema il destino non potrà offrire una prospettiva concreta».
Dopo il primo antipasto, Antonio Luongo è passato alla vicenda congressuale: «Alla direzione regionale mi sono detto d'accordo a riaprire le candidature. Ho lanciato l'idea delle liste dei territori, perchè siamo stati obbligati a fare una lista unica. Si invoca la partecipazione, poi non la si mette in pratica».
«Se si fosse invocato il pluralismo - ha sottolineato ancora - sarei già segretario. Ho detto a tutti "ritiriamoci" facciamo uno sforzo nel trovare un candidato unico. In questa fase traumatica, una classe dirigente affronta la questione non con le sciabolate. Qui ci sono invece le pretese, perciò, contro le pretese è giusto scendere in campo».
E quindi ha chiarito di non voler fare “inciuci”. Nemmeno nel caso in cui nessuno dei tre segretari dovesse superare il 50 per cento più alle Primarie: «Se devo fare il segretario mettendo Braia in giunta regionale allora posso già dire che non lo voglio fare».
E sempre sullo stesso canovaccio ha chiarito: «Posso assicurare già da ora che non mi candiderò in nessuna elezione futura. Il contrario vuol dire appiattire il partito sulle ambizioni personali».
E ancora ha spiegato: «Vorrei che dicesse lo stesso anche Luca Braia». E quindi ha proseguito: «Se si vuol rafforzare il presidente della giunta, Marcello Pittella bisogna votare segretario regionale Antonio Luongo. Non sono per indebolire il governo regionale ma per renderlo ancora più forte».
A ruota Antonio Luongo ha affrontato il tema della corruzione: «Chi è ladro è ladro. Un partito deve saper distinguere tra la necessaria opportunità da un lato e il rispetto verso la dignità delle persone».
«C’è un problema - ha proseguito l’ex parlamentare diessino - di opportunità politica. La classe politica deve capire cosa sta succedendo nelle coscienze. Noi abbiamo dato esempi nel rispetto e chiedendo sacrifici. Non bisogna dare in pasto al giustizialismo e al populismo la dignità delle persone».
Un passo indietro sul congresso che si svolgerà esattamente tra due settimane: «Vorrei un confronto con tutti e due gli altri candidati segretari».
Un passaggio sulle comunali: «Io ero per le Primarie a Potenza. Il mio partito ha deciso di non farle. Io non sono andato sui giornali a fare il galletto. Il problema delle primarie riguarda il loro meccanismo di costruzione. Le primarie sono diventate “un organismo dirigente“ del Pd. Ho dubbi sulle primarie per eleggere il segretario di partito. Uno si iscrive ad un partito per decidere qualche cosa. Poi viene un cittadino qualunque e decide come te».
E ancora ha continuato Luongo sulla questione annosa delle correnti di partito: «Non si è renziani, civatiani e cuperliani per investitura romana. A parte che voglio capire cosa significa. In tutte le altre regioni queste categorie non esistono più. E’ successo di tutto. C'è stata una scomposizione totale. I territori hanno bisogno di respirare».
Poi incalzato sul tema più volte invocato del cambiamento ha detto: «Sul tema rinnovamento non mi devono provocare. Io il rinnovamento l'ho fatto. Non con le chiacchiere, ma governando. Senza aprire un conflitto generazionale. Io non la sopporto questa cosa. Io lo posso dire, qualcun altro non lo può dire. Queste regole le posso sottoscrivere. Chiamateci tutti a sottoscrivere un documento, poi vediamo... Io non mi sono fatto mai una corrente. Chi ha una corrente non riesce a governare un partito. Le correnti diventano protettorati. Sfido i miei avversari su questo».

 

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