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Duecentottanta candidati per l'assemblea democratica Ed è già guerra sui nomi

Basilicata

Luongo e Paradiso scelgono due donne come capolista

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POTENZA - Parte il conto alla rovescia ed è sfida vera con le prime polemiche e i primi scontri. Sono 280 i candidati al congresso regionale del Partito democratico di Basilicata (in tre liste) e non 300 come da previsione. Due elenchi di nomi da 100 per Luca Braia e Antonio Luongo e solo 80 per Dino Paradiso. Al netto delle polemiche. Immancabili. Su ritardi nella presentazione delle liste è evidente che le due corazzate siano le liste composte da Braia (alle sue spalle i Pittella, Antezza, Polese, Margiotta e Viti) e quella di Luongo che conta sul supporto diretto o indiretto di big del calibro di Speranza, De Filippo, Bubbico, Folino, Chiurazzi, Santarsiero, Molinari, Restaino e tutti gli altri. Parte da outsider proprio Paradiso che però ha dalla sua parte il presidente del Consiglio regionale Lacorazza e l’ex assessore lucano Santochirico.
Le liste (bloccate) servono per eleggere i 100 democratici che faranno parte della prossima assemblea regionale del Pd lucano. E rispetto alla percentuale che ogni candidato segretario otterrà alle Primarie del prossimo 12 luglio verranno eletti i delegati di ciascuna area congressuale. Insomma per semplificare: con il 51 per cento si eleggono 51 delegati, con il 20 per cento 20. E’ evidente che100 candidati nessuno li eleggerà. Ma c’è di più sempre per restare alle regole. Per avere il nuovo segretario regionale la sera delle Primarie è necessario che uno dei tre aspiranti ottenga il 50 per cento più uno. Non fosse così, dopo l’elezione dell’assemblea saranno proprio i delegati a decidere in una riunione plenaria a chi dare il proprio voto per far arrivare uno dei tre almeno al 50 per cento.
Ovviamente fino al 12 luglio si corre per vincere e per raggiungere almeno la metà dei voti. Le squadre dei candidati sono composte da giovani e da big. La più “green” ovviamente è quella di Paradiso dove spicca al primo posto il sindaco donna di Rapone, Felicetta Lorenzo. In realtà sono due le capolista donna. La stessa Lorenzo per Paradiso (in quota Lacorazza) e Pasquina Bona (attuale presidente del Pd lucano e vicina alle posizioni di De Filippo). Scelta diversa per Braia che ha candidato un capolista uomo: Gerardo Telesca di Atella storico fedelissimo dei Pittella.
Per il resto rispettata la regola dell’alternanza uomo donna. Per effetto del capolista maschile si piazza al numero 51 della lista di Braia, il figlio di Gianni Pittella: Domenico. E’ significativo il suo piazzamento in lista : viene eletto nell’assemblea solo se Braia supera il 50 per cento e diventa segretario regionale al primo turno. Pare sia stata un’idea avanzata da Maria Antezza in persona. Come dire: “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.
Oltre a questo non sono mancati i colpi di scena. Nomi che ti aspetti a sostegno di un candidato e invece li trovi nell’elenco a sostegno del suo avversario. Tra questi Tonio Bufano di San Fele che da renziano dichiarato è in lista al numero 26 con Antonio Luongo. Oppure Mimmo Cavuoti lacoraziano fino a qualche settimana fa che invece sta con Braia al numero 53. Ancora più clamoroso il passaggio dell’ex assessore comunale di Potenza, Giuseppe Ginefra che evidentemente scontento per le ultime vicende amministrative ha lasciato la vecchia compagnia per piazzarsi al 63 esimo posto nella lista di Braia. Luongo invece si rifà piazzando la sorpresa: nelle proprie liste c’è il nipote di Roberto Falotico: Pastore. La questione non è passata inosservata sul web e si parla già di vendetta falotichiana nei confronti di Pittella & company per il risultato deludente alle scorse amministrative.
Per il resto si registrano comunque gli contenti sia nel versante di Braia che in quello di Luongo. In particolare dal metapontino diversi i pittelliani che si sono ritrovati fuori dalle liste per far posto ai candidati di Antezza o Margiotta. Ma la logica del manuale Cencelli è stata applicata anche nella liste di Luongo dove i tanti colonnelli si sono contesi le varie posizioni utili in maniera quasi matematica. Non sfugge che questo abbia comunque creato polemiche. Un rischio che evidentemente non era evitabile visto il gran numero di colonnelli da un lato e dall’altro. Non ha avuto di questi problemi invece Paradiso che tranne qualche amministratore ha piazzato un gran numero di giovani alla loro prima esperienza o quasi.
Sempre per le curiosità c’è da far notare una sfida che può essere letta in chiave futura. Con la soppressione del Senato, Il Pd dovrebbe puntare a eleggere 3 o 4 deputati. Anche in quel caso ci dovrebbe essere l’alternanza uomo donna. Scontata la presenza di Antezza si aprirà inevitabilmente una sfida per il secondo posto. In tale contesto le due capolista, Bona e Lorenzo già si mettono in prima fila. Non si sa mai.  

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