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Consorzi Industriali
Sì in commissione ma è strappo

Basilicata

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POTENZA - Un’accelerazione «fuori luogo», lontana «dagli interessi dei lucani», con la bocciatura persino della proposta di mediazione di Santarsiero, e i ricchi affari di famiglia del consigliere Giuzio a far da sfondo alla polemica di Rosa.   

Sono volati gli stracci ieri mattina in III Commissione prima del via libera al disegno di legge di riforma dei consorzi industriali.

A dar fuoco alle polveri è stato il consigliere regionale dei Fratelli d’Italia chiedendo un rinvio breve per approfondire il merito della proposta. Ma a stretto giro è arrivata la chiusura di Vito Giuzio (Pd), e anche il tentativo di un compagno di partito, come l’ex sindaco di Potenza, di rimandare il voto di qualche giorno non ha avuto “fortuna”. Una proposta di buon senso vista l’impossibilità materiale di affrontare la questione nella prossima seduta del Consiglio per l’approvazione definitiva.

«Il ddl sul risanamento e rilancio dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale era stato presentato alla Giunta regionale ad aprile». Ha spiegato Rosa in una nota durissima diffusa ieri in serata. «Lo stesso Pittella ne aveva bloccato l’approvazione in Commissione per prendere tempo ed analizzarlo meglio. Oggi direttamente in seno alla III Commissione abbiamo appreso dell’ok del Presidente Pittella».

Il consigliere più votato dell’opposizione spiega che l’occasione gli sembrava propizia «per innescare un serio ed approfondito dibattito sulle sorti dei Consorzi che hanno rappresentato, da sempre, una spina nel fianco della nostra Regione. Quindi, abbiamo chiesto, in Commissione,  un rinvio di sette giorni per poter effettuare le opportune valutazioni su tutto l’articolato con le eventuali proposte modificative».

«Ci sembrava una cosa ragionevole - prosegue Rosa - soprattutto se si considera che il ddl in questione, da un lato, certifica il fallimento della riforma approvata con la legge  numero 18 del 5 febbraio 2010, che già allora doveva rivoluzionare i Consorzi per lo Sviluppo Industriale e, dall’altro, va ad inserirsi nella riforma della governance degli enti strumentali regionali sbandierata da Pittella in campagna elettorale. Se, poi a tutto ciò  si aggiunge che persino la Giunta che lo ha approvato si è presa tre mesi di tempo per un’ulteriore valutazione, la nostra richiesta ci sembrava legittima».

Quindi l’attacco a Giuzio autore di un’«immediata “intransigente” opposizione», giudicata «fuori luogo», per cui «la “Questione dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale” aveva già visto abbastanza, non necessitava di approfondimenti e poteva essere liquidata nell’immediato, magari a colpi delle solite maggioranze bulgare».

Rosa punta il dito contro «il vero volto di un partito che interpreta la politica come un gioco di numeri o peggio come una prova di forza, anche al suo interno. Emerge un quadro desolante, in cui gli enormi interessi, sottesi all’approvazione di questo ddl, interessi economici e non solo, mortificano quello della collettività ad avere strutture pubbliche, finanziate con soldi pubblici, realmente funzionanti».

Ma di più non dice sugli «enormi interessi sottesi», per quanto tra i presenti in Commissione c’è chi riferisce che è stato molto esplicito. Così gli affari della ditta dei fratelli del Consigliere regionale restano sullo sfondo. Almeno dei comunicati fuoriusciti dalla aula. Sia i milioni di debiti pregressi sia l’affare da 23 milioni che si sono aggiudicati l’anno scorso in associazione con Tecnoparco. Una questione sollevata giusto 3 settimane fa da Giuseppe Di Bello, candidato mancato alle scorse regionali con Liberiamo la Basilicata, per cui si tratterebbe di un conflitto d’interesse evidente.

«Noi siamo convinti che l’importanza della materia, soprattutto considerando gli errori del passato, meriti un approfondimento». Insiste ancora Rosa. «Siamo convinti che gli interessi dei Lucani siano ben altri».

Nel disegno di legge di riordino dei Consorzi industriali vengono ridefiniti l’assetto degli organi dei Consorzi, i piani di risanamento e di pianificazione delle politiche industriali, le disposizioni in materia di urbanistica, l’ampliamento delle aree esistenti e l’individuazione di nuove aree.

l.amato@luedi.it

 

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