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Vita, Annale e Adamo espulsi
Lo ha deciso la Commissione nazionale del Psi

Basilicata

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POTENZA - Rocco Vita, Franco Adamo, Donato Cutro, Antonio Annale, Felice Scarano e Pasquale D’Auria non fanno più parte del Psi. Da ieri è ufficiale la loro espulsione dal Partito socialista italiano. Lo ha decisione la Commissione nazionale di garanzia che di fatto ha avallato la decisione dello stesso organismo regionale.

Non è un lampo a ciel sereno. In fondo Vita, Cutro, Adamo, Annale, Scarano e D’Auria erano in rotta con il Psi lucano e con il segretario regionale Livio Valvano già da un anno circa. Allor quando gli stessi sei espulsi diedero vita all’associazione autonoma “Socialisti e riformisti” assumendo una posizione politica differente dal Psi ufficiale rispetto alle scorse elezioni regionali del 2013 che videro la vittoria finale di Marcello Pittella e del centrosinistra ma con Antonio Annale candidato nella lista del presidente e non con quella del Psi. Si ricorda che all’epoca dei fatti Rocco Vita faceva parte della segreteria nazionale del Psi, mentre Donato Cutro era il segretario provinciale socialista prima di essere commissariato per gli stessi fatti.

I sei sono stati espulsi per aver infranto delle norme statutarie del Psi nazionale. Quindi nessuna forzatura dal punto di vista regolamentare. Ma si tratta comunque di uomini che hanno militato per anni nel Psi lucano e nazionale. Restano socialisti. Ma non del Psi.

Ovviamente non possono mancare le polemiche. Il più duro è Antonio Annale che appreso della decisione di espulsione anche nei propri confronti scrive: «Tutto per essermi candidato alle elezioni regionali nel centrosinistra con Marcello Pittella, cosa che rifarei. Ma il tema è: può considerasi un partito come il Psi non più una libera associazione democratica ma uno strumento nelle mani di un despota che pensa solo a distruggere e non a costruire, o meglio pensa a come costruirsi una propria carriera politica». Non lo cita Annale ma è evidente il riferimento al segretario regionale del Psi, Livio Valvano. Il quale contattato non entra nel merito della decisione assunta dalla Commissione ma replica telegraficamente ad Annale: «Essere definito despota da Annale non fa che confermare il mio corretto comportamento etico».

Per tornare alle parole di Annale comunque c’è anche la promessa: «Continuerò a fare politica perchè non è la tessera che mi da la patente di essere socialista, io lo sono e continuerò ad esserlo in qualunque contesto mi troverò, per le idee che esprimo.

Infatti, prendendo esempio da altri Comuni, ho presentato una proposta alla Giunta comunale di Lavello per inserire negli appalti delle opere pubbliche la cosiddetta "clausola sociale". La clausola prevede che chi vince una gara per una opera pubblica o la fornitura di servizi nel nostro comune si impegna a reperire prioritariamente manodopera e maestranze locali in particolare disoccupati e soggetti in cerca di prima occupazione che versano in condizioni di disagio economico in misura del 50 per cento del personale totale da assumere. Una azione che potrebbe dare risposte concrete a tanti giovani e meno giovani di Lavello. Spero che la Giunta Comunale prenda in seria considerazione la mia proposta».

sal.san.

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