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Pd, cresce il fronte delle colombe
Assemblea regionale il 28 luglio

Basilicata

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POTENZA - Decisa la data e l’orario dell’Assemblea regionale del Pd che deve scegliere il segretario: lunedì 28 luglio alle 16 presso l’Hotel Vittoria. Sono indiscrezioni ma la notizia è certa. 

Insomma la richiesta di Dino Paradiso di andare a un rinvio ai primi di agosto per la questione dei ricorsi a Roma, non sembra abbia fatto fortuna. Questo per le date. Per gli aspetti politici è abbastanza chiaro invece, che si andrà avanti con le (finte?) trattative a oltranza fino al 28 luglio. Poi qualcosa accadrà. Ma al momento cosa è poco chiaro. Di certo c’è che il Congresso regionale del Partito democratico per la scelta del nuovo segretario è ben lungi dall’avere una rotta precisa.

La sensazione è che i due maggiori sfidanti (quelli che hanno ottenuto più preferenze sabato scorso alle primarie) siano ben arroccati nelle loro posizioni e non mostrano di voler incontrarsi a metà strada. Ma nemmeno a tre quarti.

Luca Braia che è stato quello più votato con il 43 per cento circa prosegue con le sue idee e con la difesa del principio che chi prende un voto in più vince tutto.

Antonio Luongo invece, forte di quel 40 per cento che di fatto spacca il Pd continua a parlare della necessità di garantire una guida consapevole e di unità ma di fatto va avanti sulla propria strada con la certezza di avere in definitiva tante buone ragioni da spendere sul tavolo delle trattative con i colonnelli anche delle altre squadre.

Dino Paradiso invece insieme a Piero Lacorazza continuano a fare i guastatori in perfetto stile “rottamazione” e annusano il terreno. Non è semplice comunque. Tanto che da quanto si apprende da più lati inizia a crescere la consapevolezza che il 28 l’assemblea regionale dei 100 delegati potrebbe anche concludersi con un nulla di fatto. La verità è che le posizioni iniziano a essere così cristallizzate (e lo sono da mesi ormai) che il rischio di una riunione muscolare con lo spauracchio del voto segreto comincia a spaventare un pò tutti. Un risultato risicato a favore di uno dell’altro - con magari il sospetto di qualche franco tiratore di troppo - consegnerebbe un Pd dilaniato a Braia o Luongo. E poi che se ne fanno se va tutto a rotoli? Per questa sta crescendo il fronte delle colombe. E cioè di quelli che iniziano a costruire percorsi alternativi che non escludono nemmeno un rinvio di tutta la partita congressuale a settembre. Come chiesto dall’inizio da Lacorazza.

In ogni caso è tutto in divenire. Gli scenari cambiano quasi di ora in ora. Per la cronaca ieri è stata la serata di Luca Braia che nella sala convegni del palazzo del Consiglio regionale a Potenza ha convocato i delegati eletti nell’assemblea. Ma c’erano anche alcuni dei candidati non eletti nell’assemblea dei cento. E soprattutto c’erano i due consiglieri regionali che sostengono lo stesso Braia e cioè Mario Polese e Vito Giuzio.

Da quanto si è appreso l’ex assessore regionale ha proseguito nel suo schema. Ma prima ha ascoltato il parere di alcuni delegati. Poi è tornato alla carica: «Mi chiedete di portare avanti con tutte le forze questa "battaglia" per governo del partito regionale senza passi indietro». E ancora: «Il dato oggettivo è che  abbiamo vinto le primarie. Il 43 per cento lo abbiamo ottenuto perché siamo stati forti nei nostri ragionamenti sugli ideali di cambiamento». E su quanto sta accadendo Braia ha aggiunto: «Primarie aperte, rivoluzione e poi ci può essere la chiusura del partito su se stesso? Il ragionamento nobile avviato deve andare avanti. Non è una guerra da fare ma un processo di cambiamento da accelerare».

Insomma si va avanti. Di mediazione nemmeno l’ombra. Per ora. 

s.santoro@luedi.it

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