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Napoli chiede al governo regionale
azioni per arginare le perdite patite

Basilicata

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POTENZA - Nel corso di una conferenza stampa convocata, ieri mattina, per fare chiarezza sull’operazione finanziaria dei cosiddetti “derivati”, che avrebbe prodotto un pesante indebitamento della Regione Basilicata nei confronti di alcuni istituti di credito attraverso la sottoscrizione di contratti di “interest rate swap”, il consigliere regionale Michele Napoli ha presentato alla stampa un’interrogazione.

Con la quale chiede alla giunta guidata dal presidente Marcello Pittella di «seguire l’esempio delle nove Regioni italiane che hanno avviato le procedure per l’operazione taglia - derivati».

Questi ultimi, stando ai dati snocciolati dal consigliere Napoli in conferenza stampa, sarebbero finora costati alle casse regionali, secondo quanto certificato dalla stessa Corte dei Conti, 26 milioni e 321 mila euro a cui vanno aggiunti 2,6 milioni di euro già accertati al primo semestre 2014 e almeno altrettanti per il secondo semestre dell’anno in corso.

«Il meccanismo degli “interest rate swap” - ha spiegato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale -  è tale che se i tassi d’interesse salgono la Regione che ha sottoscritto i “derivati”  guadagna, se i tassi scendono, come sta succedendo e come secondo le previsioni degli economisti continuerà ad accadere, la Regione ci rimette cifre elevate».

«Se la Regione Basilicata avesse liquidità pari a circa 18 milioni di euro -ha spiegato Michele Napoli - si potrebbe mettere in piedi un’operazione di mark to market che consentirebbe di estinguere i contratti stipulati».

Essendo questa, però, un’ipotesi lontana dalla realtà, il consigliere regionale ha chiesto al governo regionale di seguire l’esempio di quelle Regioni che, ravvisando dubbi sulla convenienza degli accordi presi con gli istituti bancari, hanno presentato ricorso.

La battaglia contro quella che Napoli ha definito «un’operazione finanziaria speculativa» era iniziata già nella precedente legislatura quando proprio l’esponente di Forza Italia presentò una mozione riguardante due contratti stipulati nel 2006 sulla base di un rapporto contrattuale di mutuo sottoscritto nel 2000 con valore finanziario pari a 218 milioni di euro.

La richiesta di chiarimento nasce, ha detto ancora Michele Napoli, «dall’esigenza di tutela del bilancio regionale perché queste operazioni finanziarie incidono pesantemente su di esso».

L’interrogazione presentata alla stampa ieri mattina prevede «il sollecito della giunta regionale a sottoporre i due contratti in derivati, attualmente in corso, a perizia tecnica affinchè s’individuino eventuali violazioni di legge o anomalie e commissioni non comunicate alla Regione».

Inoltre «si richiede alla filiale di Potenza della Banca d’Italia la comunicazione dei dati relativi al valore di mercato negativo registrato dall’ente  Regione per l’operazione finanziaria in derivati fin dal momento della stipula della stessa» e di poter agire in via di autotutela, così come è accaduto altrove nel 2011 quando si è registrato l’esodo generalizzato degli Enti locali dai contratti in derivati precedentemente sottoscritti grazie ad una sentenza della Quinta Sezione del Consiglio di Stato che, chiamato a pronunciarsi in merito al contenzioso fra la Provincia di Pisa e gli istituti di credito “Dexia” e “Depla”, ha sancito che il potere di autotutela della pubblica amministrazione comporta automaticamente l’annullamento dei sottostanti “derivati”.

«La Regione - ha concluso il consigliere regionale Michele Napoli - non può più far finta di nulla» pertanto è stato chiesto al presidente Pittella di illustrare le iniziative che la Giunta intende adottare al fine «di arginare le rilevanti perdite finanziarie derivanti dai contratti stipulati con gli istituti bancari “Dexia Credito Op” e “Ubs Investiment”».

 

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