Salta al contenuto principale

La lunga prova dell’assestamento
Anticipata la seconda tranche del sostegno a Potenza

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 7 secondi

POTENZA - È facile prevedere che qualcuno protesterà. La difficoltà finanziaria, in fondo, riguarda tutti gli enti locali: perché questo privilegio? Quello di Potenza, che si dovrebbe vedere anticipati 4 milioni di euro previsti, invece, come entrata del 2015. È la seconda tranche del fondo biennale da nove milioni che l’ultima finanziaria regionale ha assegnato alla città riconoscendo alcune funzioni del ruolo di capoluogo. I primi cinque sono stati già erogati, ma non hanno certo risolto la crisi economica del capoluogo, stretto tra vecchi debiti, tagli centrali e una situazione finanziaria che più amministrazioni in successione hanno definito «grave».

Viale Verrastro arriva così in soccorso. Dovrebbe, almeno. La griglia delle risorse è, al momento, una bozza. Il bilancio di assestamento della Regione Basilicata, seppur approvato a maggioranza ieri in commissione consiliare (con il voto favorevole di Pd, Pp, Ri, Cd, Psi e quello contrario di M5s, Pdl-Fi, Lb-Fdi, Udc e Misto), dovrà adesso cominciare l’iter dell’aula. Difficile che già oggi la seduta di consiglio, convocata in mattinata, possa ripiegarsi sulle cifre del documento finanziario: il caso Siderpotenza (se ne discuterà in aula) e il congresso del Pd dovrebbero far slittare la discussione sull’assestamento di qualche ora. Si dovrebbe poi andare avanti per alcuni giorni, punto su punto, cifra su cifra.

E nel dibattito finiranno anche quelle destinate agli enti locali. Ci sono altri due Comuni la cui situazione finanziaria ha richiesto un intervento della Regione, San Fele e Nova Siri, più la Provincia. Sono enti il cui stato economico è tecnicamente quello del «predissesto» e sono soggetti a un piano di rientro del negativo. Ma dell’importo chiesto per risanare le casse in assestamento al momento è previsto solo il 40 per cento.

Il tema enti locali è però solo uno di mille punti in cui si snoderà il dibattito sul consuntivo, prima del voto finale. Nel consuntivo è racchiuso il conto delle politiche messe in piedi negli ultimi mesi: è il documento che vidima - o corregge - le previsioni di spesa della finanziaria varata poche settimane dopo l’insediamento del consiglio.

«È una manovra – ha detto il presidente della Regione Pittella in audizione ieri in commissione - che recupera i tre aspetti che avevano contraddistinto la legge finanziaria: emergenza, sviluppo e spending review». Il governatore ha riassunto così il punto di equilibrio tra la finanziaria e consuntivo, affidando, per esempio, «le misure per il contenimento della spesa alla previsione della Stazione unica appaltante», quella struttura amministrativa che dovrà armonizzare - e quindi efficientare - i processi di acquisizione di lavori, servizi e forniture mediante procedura negoziale».

Sul fronte del sociale in assestamento sono state aumentate alcune previsioni di spesa.  La copertura del progetto Copes è stata estesa  fino al 31 dicembre ed è stato introdotto il “reddito minimo d’inserimento” destinato anche alle «nuove povertà».

Lo sviluppo? Poggia, ha aggiunto, soprattutto sulle nuove sfide dell’innovazione e della sostenibilità. Poggia, quindi, anche sulla precaria e sempre accidentata relazione tra petrolio, territorio ed eredità della storia industriale lucana.  «Sono in corso di elaborazione alcune norme che riguardano l’Osservatorio ambientale in Val d’Agri - ha fatto sapere Pittella - e stiamo preparando lo studio di delocalizzazione dei nuclei abitativi presenti nell’area industriale della Val Basento». Tutto il resto sarà racchiuso nel lungo dibattito che accompagnerà da rituale l’assestamento e lo scarto che c’è tra la previsione  e l’oggi.

s.lorusso@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?