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Scaglione (Cd): «Serve mediazione»
Stoccate e tweet a colpi di proverbi

Basilicata

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POTENZA - La città capoluogo è sempre il terreno delle ricadute di ogni passaggio politico. 

«E ora è il caso di avviare una nuova fase», dice Luigi Scaglione, segretario regionale di Centro democratico, che  a Potenza conta due consiglieri e una segreteria parecchio radicata. Hanno aspettato che il Pd, partito di maggioranza relativa (ma non di governo) a Palazzo di città, chiudesse primarie e congresso regionale, nel post amministrative. «Adesso però bisogna andare avanti davvero».

Che cosa vi aspettate per Potenza dopo l’elezione di Antonio Luongo alla guida del Pd?

«Ci aspettiamo che finalmente si cominci ad ascoltare. Sa, come parte del centrosinistra, lo chiediamo da parecchio».

Finora non è accaduto?

«Beh, dovremmo concordare le cose decisamente di più. Spero che il Pd riesca a trovare un suo equilibrio, anche per evitare certe fughe in avanti oggettivamente un po' sorprendenti».

A che cosa si riferisce?

«Noto per esempio alcune dichiarazioni di apertura al governo di Dario De Luca da parte di esponenti democratici, non concordate con la coalizione».

Si riferisce alle aperture di alcuni consiglieri sull’Agenda urbana?

«Anche. Ma in generale, dovremmo prima concordare temi e questioni tra alleati. Anche perché l'esecutivo De Luca da un lato propone un'idea di città definita e già impacchettata, dall'altro chiede collaborazione anche al centrosinistra. Ma noi questa idea di città non l'abbiamo ancora conosciuta. È accaduto anche per la giunta: è stata fatta in silenzio, è stata costruita politica, ci è stata imposta in una situazione delicata come quella di una maggioranza consiliare di segno opposto all'esecutivo».

Non eravate stati chiamati a consultazioni?

«No no, mai chiamati».

Sa che si diceva che voi moderati sareste stati i primi a dare l'appoggio a De Luca per colmare “l’anatra zoppa»?

«Le solite voci al vento, messe in giro tanto per rumoreggiare. In realtà stiamo dimostrando come si fa opposizione, mica ci vendiamo per un piatto di lenticchie».

Quando ragionate in coalizione mettete sul tavolo un discreto peso elettorale a Potenza...

«Succederà la stessa cosa a Matera, vedrà. Sperando però che nel frattempo la lezione del capoluogo sia servita».

Sta dicendo che la sconfitta nel capoluogo è stata colpa del Partito democratico?

«Non è stata nostra di sicuro. C'è stata la gara al primo turno per eleggere ciascuno il proprio consigliere, poi al ballottaggio Luigi Petrone sembrava improvvisamente diventato il sindaco di tutti e di nessuno».

Come si passa oltre?

«Sono fiducioso, conosco  Antonio Luongo, è uomo capace di equilibrio e mediazione, uomo di dialogo. Magari è la volta buona per avviarne uno davvero».

s.lorusso@luedi.it

 

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