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Il Pd lucano riparte dal petrolio
Il primo atto di Antonio Luongo

Basilicata

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DOPO la complicata fase congressuale e la breve pausa per il ferragosto, è dal tema dei temi, ovvero il petrolio, che riparte il dibattito politico all’interno del Partito democratico. Con il nuovo segretario regionale del partito, Antonio Luongo, che come primo atto, sceglie di affrontare la spinosa questione legata alle attività estrattive. Non lasciando cadere nel vuoto lo sfogo dei sindaci della Val d’Agri che proprio dalle colonne del Quotidiano sono tornati a denunciare le tante contraddizioni legate alle al mancato sviluppo della Valle. Acuite dai fatti delle ultime settimane: da una parte la paventata riforma del Titolo V della Costituzione che riporta a Roma le competenze in materia energetica, dall’altra la visita di Renzi al Sud che ha snobbato la Basilicata, nonostante la valenza strategica della regione in materia energetica. Fatti che tornano a incendiare quella rabbia sociale nelle zone interessate dalle estrazioni, in particolare la Val d’Agri, mai sopita. Gli amministratori si schierano in prima linea, tornano ad alzare la voce. Chiedendo di ridare dignità a popolazioni fino che fino a ora hanno solo subito. «Allarmanti preoccupazioni - dice all’indomani il segretario Luongo - quelle dei sindaci, quotidianamente in trincea nel fronteggiare il malessere dei cittadini rispetto a legittime istanze d’occupazione e di sviluppo, non possono cadere nel vuoto». Non solo ascolto e vicinanza agli amministratori dell’area, ma anche impegni da parte del segretario regionale del Pd che annuncia per i prossimi mesi la promozione di una vasta campagna d’ascolto dei soggetti sociali ed istituzionali operanti nel comprensorio della Val d’Agri. Con l’obiettivo di definire una piattaforma politica e programmatica «in grado di fornire risposte positive ai bisogni ed alle aspettative dei cittadini rispetto alle ricadute sul territorio degli investimenti legati al petrolio».
Una iniziativa da subito accolta con favore dal candidato alla segreteria regionale, Dino Paradiso, che non tradisce lo spirito d’intesa con lo sfidante che aveva già contraddistinto la seconda fase congressuale. Paradiso parla di «contenuti di rottura» rispetto al passato. «Mai, su questo tema - spiega - si è discusso nel partito e nella comunità lucana. Per troppo tempo le scelte sono state esclusivamente istituzionali, e per troppo tempo “stonate” rispetto al coro “unanime” della comunità di Basilicata».
Bene l’impegno assunto dal neo segretario, quindi, nella consapevolezza che gli indicatori economici della Basilicata impongono «un cambio di passo e di metodologia».
Chiede un «confronto vero», senza «deleghe in bianco», con un forte sostegno al «ruolo istituzionale di Pittella». Riprende la Conferenza programmatica lanciata da Lacorazza («che andava proprio in questa direzione»). E si spinge anche oltre, proponendo un referendum consultivo «nel caso in cui il Governo dovesse ancora rimanere sordo alle istanze della comunità lucana». E aggiunge: «L'agenda politica del segretario Luongo ci convince, perchè ha voluto mettere al primo posto la questione delle questioni, coinvolgendo il partito, le istituzioni e la comunità lucana tutta. Ora si proceda con speditezza e determinazione». Cogliendo anche l’occasione per esprimere contrarietà all’ipotesi di allargamenti di maggioranza alla Regione, sullo stile del Governo nazionale.
Ma il dibattito non si esaurisce alle anime interne al partito. E dopo le dichiarazioni del segretario a mettere i “puntini sulle i” ci pensa l’IdV di Basilicata. L’iniziativa di Luongo è «sicuramente positiva». Ma sarebbe il caso - fa notare la segretaria regionale, Maria Luisa Cantisani, che il confronto avvenisse prima tra i partiti della maggioranza di centrosinistra «per definire, in un'unica e condivisa strategia, concordata con il Presidente Pittella, un'azione comune ai vari livelli: politico, istituzionale, di concertazione sociale e di coinvolgimento della società civile della Val d'Agri come dell'intera regione».

 

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