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Infrastrutture fantasma
In Basilicata se ne contano trentasette

Basilicata

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TRENTASETTE incompiute, per 65 milioni di spesa già sostenuta e altri 34 milioni che sarebbero necessari per il loro completamento. Sono le opere fantasma che la mappa del sottosegretario Delrio individua solo qui in Basilicata. Lavori finanziati, iniziati, ma mai ultimati, per mancanza di risorse adeguati o per probleme tecnici: dal completamento della scuola Don Bosco a Grassano, alla strada di collegamento Forenza-Potenza Melfi da 15 milioni di euro complessivi, di cui 14 necessari per il completamento, passando per i lavori di ampliamento del comprensorio irriguo basso melfese del Rendina che ha per stazione appaltante il Consorzio di Bonifica. Sono solo alcune delle 37 incompiute disseminate su tutto il territorio lucano il cui rilancio potrebbe significare molto per l’economia lucana. La mappa non è altro che l’anagrafe voluta dall’ex premier Monti nel 2011 e realizzata sulla base dei dati indicati dalle stesse Regioni.

L’intenzione del Governo Renzi ora sarebbe - così come spiegato da Delrio nel corso di una conferenza stampa - quella di procedere alla loro ultimazione attraverso l’ultilizzo delle risorse comunitarie non spese. Un’importante possibilità per portare a termine quello che è stato cominciato, soprattutto se si considera che nella maggior parte dei casi si tratta di opere nemmeno parzialmente utilizzabili. Ma ancor di più per il rilancio del comparto dell’edilizia,   tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica, con i chiari risvolti occupazionali che ne conseguirebbero. La mappa per ora provvisoria, sarà soggetta a nuovi aggiornamenti. E il consigliere regionale di Fi, Michele Napoli, alla luce della mappa diffusa dal Governo chiede che l'Osservatorio Regionale Edilizia e Lavori pubblici «affianchi il Governo nell’impegno a sbloccare opere pubbliche incompiute». Il compito dell’Osservatorio, insediato nel giugno del 2013, è quello innanzitutto di aggiornare la mappa Delrio, quindi di monitorare le opere in corso e quelle di futura cantierizzazione perché l’anagrafe delle incompiute risponda realmente alle esigenze di priorità sostenute da Regione, Comuni e comunità locali.

«Si tratta - ha commentato Napoli  - di riprendere il lavoro interrotto nell’ultima riunione dell’organismo del maggio scorso, dedicata agli interventi infrastrutturali compresi tanto nell'Accordo di Programma Quadro Rafforzato sottoscritto tra Anas, il Ministero Infrastrutture e Trasporti e la Regione Basilicata, quanto di quelli compresi nel “Decreto del Fare.

La Filca-Cisl di Puglia e Basilicata prevede che nelle due regioni solo la riapertura dei cantieri delle opere più importanti produrrebbe nell’immediato 24 mila posti di lavoro. Il consigliere ritorna sui 69 milioni di euro per finanziare l’attrezzamento del distretto G, fino a ora rimasto fermo, ma aggiunge pure:  «Oltre a questo ci sono altre opere strategiche che attendono di essere cantierizzate  quali i lavori di ammodernamento sul raccordo Potenza-Sicignano e sulla Basentana, l’ospedale unico di Lagonegro-Lauria, i lavori della Potenza-Melfi e della Murgia-Pollino, quelli della linea ferroviaria Potenza-Foggia solo per citarni alcuni». E conclude: «E' dalla ripresa degli investimenti in opere pubbliche che occorre ripartire per favorire la ripresa delle piccole e medie imprese del comparto costruzioni, dell’indotto e in generale dell’economia regionale; ogni euro investito in edilizia produce infatti altri tre euro che vanno a vantaggio di tutta l’economia. E’ evidente che – conclude il capogruppo di Forza Italia – condizione pregiudiziale diventa il superamento delle più volte segnalate inadeguatezze e sottovalutazioni da parte dell’Osservatorio regionale».

m.labanca@luedi.it

 

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