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Delibera balneare per lo staff del sindaco
Un ufficio su misura per Rocco Coviello

Basilicata

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POTENZA - E’ un fattaccio degno della peggiore prassi politica amministrativa denunciata solo fino a qualche mese, quello che si è consumato all’ombra del ferragosto al Comune di Potenza. Finita la campagna elettorale, ritirate le bandiere della battaglia combattuta in nome del merito, della trasparenza e della sana gestione della cosa pubblica, il neo sindaco De Luca commette un brutto passo falso.

Una “cambiale” pagata a Rocco Coviello e al suo partito per l’impegno della campagna elettorale: non c’è altro modo per definire la promozione del primo cittadino  al consigliere, tra l’altro non eletto subito, ma subentrato al posto di  Dino Bellettieri, nominato assessore.

Una delibera “balneare” quella che conferisce il nuovo incarico al dirigente regionale di Fratelli d’Italia, adottata in piena estate. Precisamente il 6 agosto, quando in molti sono lontani dagli uffici perché in ferie.

Già dalla formazione della nuova giunta era circolata la voce di un incarico di tutto prestigio per il consigliere Coviello, che secondo le indiscrezioni avrebbe dovuto essere il nuovo capo di gabinetto.

Posizione, però, impossibile da conferire all’esponente del partito di Gianni Rosa, in quanto ex consigliere comunale. Trovato l’ostacolo, l’escamotage non ha tardato ad arrivare. Con l’istituzione di una struttura ad hoc per Coviello. “Ufficio di staff” viene chiamata nella delibera.

Chi ne sarà componente, a questo punto, non è una sorpresa: proprio Rocco Coviello, oltre ad Antonio Infantino. Quest’ultimo, pero’, già funzionario del Comune a cui De Luca ha affidato fin dal suo insediamento  l’accertamento della situazione finanziaria dell’ente. Entrambi in carica fino a fine mandato del sindaco, salvo diverse disposizioni dello stesso De Luca. Un ufficio nuovo di zecca, quindi, che si aggiunge a quelli già esistenti, alle dirette dipendenze del sindaco.

Motivato così nella relazione che accompagna la delibera: “per questo ente risulta urgente e fondamentale, al fine di far fronte tempestivamente ed in modo ottimale alle molteplici esigenze istituzionali in vista del conseguimento degli obiettivi politico-programmatici della nuova amministrazione, procedere alla costituzione dell’ufficio di staff”.

Nulla che non sia previsto come possibilità dalla legge, che consente non solo di costituire la nuova struttura ma anche di chiamare a farne parte degli esteri come Coviello.

Ma in questo caso le cose che non tornano sono molte. A partire dal fatto che a essere chiamato all’interno dell’ufficio di un Comune che doveva essere quanto più “laico” possibile, è l’ennesimo uomo di partito, candidato alle elezioni amministrative. Che ha incassato la fiducia degli elettori presentandosi come aspirante consigliere e che, entrato in Consiglio, ci ha rimasto meno di due mesi.

Poi, le dimissioni immediate, per approdare a ben altri banchi. Al suo posto entrerà invece l’altro esponente di Fratelli d’Italia, Giuseppe Giuzio. La surroga avverrà nella seduta di Consiglio convocata per questa mattina. Per di più quel che ingenera maggiore sospetto è proprio il fatto che la delibera sia stata adottata in piene vacanze estive, come generalmente accade per gli atti da tenere nascosti. Ma è nelle maglie della delibera che si annida la parte peggiore: il trattamento economico dell’ormai ex consigliere Coviello.

L’ex presidente della Commissione Bilancio, in qualità oggi di istruttore contabile, inquadrato nella categoria C con posizione economica C, riceverà, oltre al compenso previsto dal contratto collettivo nazionale del lavoro, un’integrazione come emolumento omnicomprensivo, in sostituzione delle retribuzioni per il lavoro straordinario, premio di risultato e - come si legge nella relazione -  “ogni altro compenso relativo agli istituti della retribuzione accessoria previsto dai Ccnl di comparto”.

Il compenso - chiarisce la relazione - “sarà finanziato direttamente dal capitolo degli stipendi e non graverà, quindi, sul fondo miglioramento servizi del personale dipendente”. Il che, però, non cambia di molto le cose.

Nell’ente a rischio collasso finanziario, da cui lo stesso sindaco De Luca aveva gridato: “sono a rischio gli stipendi”, e dove ormai da anni i dipendenti non percepiscono il salario accessorio, le regole, evidentemente, non valgono per tutti.

 Un brutto segnale quello che arriva da Palazzo di Città e che va in direzione opposta rispetto ai buoni principi enunciati quando era il momento di raccogliere i voti.  La nuova campagine amministrativa dà così brutta di sè. E non fa di meglio l’opposizione - di fatto maggioranza in Consiglio - che semplicemente è rimasta a guardare. Dimissioni, surroga e costituzione di un ufficio ad hoc sono passate quasi del tutto sotto silenzio, a eccezione .  Unica eccezione, quella del consigliere Carretta.

 m.labanca@luedi.it

 

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