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Sblocca Italia. Pittella: «Ai lucani nulla»
Vicari: «Ha preso un colpo di sole»

Basilicata

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POTENZA - «A Legambiente dico che se c'è il petrolio in Basilicata sarebbe assurdo, in questo momento, rinunciarvi». Le parole sono quelle del premier Matteo Renzi, che risponde alle critiche di Legambiente sul “ricatto” alla lucania in merito a nuove estrazioni e royalties contenuto nel decreto “Sblocca Italia”. Renzi da Bruxelles fa capire che ormai non si torna più indietro: il petrolio lucano dovrà diventare un affare dello Stato. Ma l’ex sindaco di Firenze deve difendersi anche dall’Ance, che non ha lesinato critiche nei confronti del testo, in particolare sulle risorse messe in campo per l’attuazione del decreto, che secondo l’Ance non dovrebbe superare i 3 miliardi. E mentre il presidente del consiglio difende a spada tratta le sue decisioni, soprattutto in materia petrolifera, dalla piccola Basilicata è di nuovo Marcello Pittella a raccogliere il testimone sulle ripetute proposte da parte di politica, sindacati ed associazioni di costruire un fronte unico contro lo scippo dell’oro nero. A Pittella la posizione del sottosegretario Vicari, ma neanche questo continuo discutere e diffondere opinioni attraverso i social.

«Mentre in molti - scrive Pittella - si affannano in queste ore a diffondere note stampa e ad affollare bacheche social, io nella responsabilità del mio ruolo e nel rispetto dei rappresentanti del governo nazionale con i quali sono in contatto, sto lavorando affinché si portino a casa i risultati migliori».

Giusto costruire un fronte, ma prima è necessario partire da una corretta definizione dei ruoli istituzionali e politici. In pratica Pittella invita alla calma, a non andare di fretta, nonostante le decisioni del Governo sia assolutamente insoddisfacenti per la Basilicata. Una beffa vera e propria, alimentata dal ricatto delle royalties che solo dal 2015 in poi, e solo per quanto riguarda nuove estrazioni e concessioni, potrà essere svincolato dal patto di stabilità. È indubbio che la Basilicata, le se posizioni del governo saranno confermate, si troverà letteralmente invasa da nuovi pozzi e ulteriori concessioni, per non parlare di tutto quello che significa arrivare al raddoppio delle estrazioni.

«Sono molti i messaggi giunti in queste ore da coloro i quali, ciascuno per proprio ruolo e competenza, sentono di voler contribuire con proposte e suggerimenti alla “causa lucana” - dice il governatore della Basilicata - e ritengo in qualità di Presidente di una coalizione ma soprattutto di un’intera comunità, di dover e voler interpretare il pensiero di tutti, anche quello delle stesse opposizioni.

Ma affido, però, alla comprensione dei cittadini la scelta di un comportamento istituzionale incentrato sulla sobrietà e sul rispetto dei ruoli, in attesa di conoscere il testo ufficiale dello Sblocca Italia. Attesa trascorsa in un lavoro incessante degli uffici di presidenza, impegnati a cercare le soluzioni più rapide e a presentare i correttivi più utili al testo».

Pittella chiede di lasciare che la Regione possa quantomeno presentare i correttivi prima di urlare alla mobilitazione contro lo scippo.

Ma il vero obiettivo della lettera è lo stesso governo Renzi e in particolare il sottosegretario Vicari: che ieri si è scomodata per parlare dello sblocco delle royalties come un’azione che «darà molto alla Basilicata». Pittella, invece, sembra essere su posizioni opposte: «Ho suggerito fin da subito, e imposto soprattutto a me stesso, compostezza, evitando di dar seguito ad impeto e fretta nei giudizi e nelle interpretazioni di notizie giunte ancora in forma troppo frammentaria.

Ma né al sottosegretario Vicari, né ad alcun altro è concesso affermare che la Basilicata abbia ottenuto molto e che gli accordi con la Regione siano stati rispettati. Alla luce di quanto emerso finora e che anticipa per parte nostra un giudizio di netta insoddisfazione, non mi pare che le cose stiano così. Non lo sono soprattutto per quanto riguarda le proposte sul patto di stabilità e sul Memorandum».

Il governatore vuole dare un segnale non solo al governo ma anche a chi in queste ultime ore lo accusato di aver lasciato che le cose andassero inevitabilmente sulla strada del centralismo governativo.

Ma, a quanto pare, non è tempo di alzare barricate: anzi «è evidente che la partita in gioco sia strategica per la Basilicata, per il futuro e la programmazione regionale, per la crescita e lo sviluppo di intere comunità, e per questo tutte le azioni che la Regione intenderà avviare saranno oggetto di concertazione e dibattito immediatamente dopo aver letto il testo definitivo del decreto».

v.panettieri@luedi.it

 

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