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Petrolio, sì di Renzi a rivedere il decreto
Il premier apre alla Basilicata

Basilicata

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POTENZA - Più passano le ore, più cresce la sensazione positiva intorno alla trattativa che si sta tentando a Roma sulle modifiche al testo del decreto “Sblocca Italia” presentate dalla Regione Basilicata.

L’interlocuzione tra gli uffici di viale Verrastro e quelli dei Ministeri di Sviluppo economico  ed Economia e Finanze è proseguita anche ieri.

Perché se pare abbastanza acquisita la volontà politica del governo Renzi di voler apportare qualche correttivo a quello che è stato risoprannominato lo “Sblocca petrolio”, negli uffici tecnici si lavora alla verifica della fattibilità degli interventi richiesti. Due i fronti a cui si lavora. Il primo, come è ormai noto, è relativo all’esclusione di tutte le royalty dal Patto di stabilità interno, non solo quelle relative alla produzione aggiuntiva, così come previsto dal testo licenziato lo scorso venerdì dal Consiglio dei Ministri.

Su cui pare che l’azione congiunta in termini di pressing istituzionale esercitato dal governatore Pittella e dal sottosegretario De Filippo abbia dato buoni risultati. Ma si lavora anche all’altro aspetto, ovvero quello relativo al recupero dei contenuti del Memorandum sottoscritto ormai nel 2011 ma tradotto dall’articolo 16 del Dl Liberalizzazioni in un misero piatto di lenticchie. Lo Sblocca Energia presentato dal premier Renzi aveva completamente ignorato le richieste della Basilicata che pure erano state avanzate al tavolo delle trattative sul petrolio ripartite qualche mese fa, dopo la visita del ministro Guidi in Basilicata. Nel nuovo viaggio a Roma dello scorso lunedì del governatore Pittella, accompagnato dai due direttori generali della Regione, Marsico e Manti, quelle stesse richieste sono state riportate sulle scrivanie degli uffici del Mise e del Mef. La più importante: il 30 per cento del maggior gettito fiscale sulle nuove estrazioni che lo Stato incamera dalle compagnie petrolifere. Tutte, non quelle di nuova costituzione, così come aveva prevedeva l’articolo 16 del sopracitato Dl. Risorse aggiuntive che a questo punto andrebbero ad alimentare ad hoc un fondo destinato a investimenti in sviluppo. Il testo del Memorandum del 2011 individuava quattro assi di intervento: ambiente, infrastrutture, nuova occupazione derivante dalle attività di ricerca e costituzione di un cluster per l’energia. Nelle sedi competenti vanno avanti le verifiche per capire se e in che proporzione le istanze della Regione possano essere accolte. La firma del decreto da parte del presidente della Repubblica dovrebbe arrivare per il fine settimana. Ore decisive per la Basilicata.

m.labanca@luedi.it

 

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