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Giannizzari: «Per ora zero concretezza»
Lo sforzo del M5S: propositivi, senza urla

Basilicata

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Il M5S di Potenza «è in una fase di cambiamento». Di normalizzazione. Dopo il risultato a sorpresa delle politiche di due anni fa (primo partito nel capoluogo), il movimento ha cambiato assetti, cercato una strategia locale e lavorato al gruppo. A Potenza è presente in consiglio comunale con un solo consigliere, il candidato sindaco Savino Giannizzari. «L’obiettivo è fare proposte credibili».
Per atteggiamento e toni il M5S sembra molto lontano dal partito nazionale.
«A livello parlamentare ci sono delle strategie, a livello regionale altre. A Potenza facciamo un discorso ancora diverso: in ambito locale conta molto il portato del singolo rappresentante, verso cui il cittadino investe in fiducia».
Ad ogni modo lei non sembra un grillino e il M5S potentino non è protagonista del dibattito.
«C’eravamo lasciati sul finire della campagna elettorale con l’impegno a fare presto il “salto” verso una nuova fase. Il M5S sarebbe dovuto passare a una fase propositiva: progettualità e non grida a prescindere».
L’elettorato vi ha assegnati un solo posto in aula. Siete schiacciati in consiglio?
«Riconosco nell’amministrazione due schieramenti più ampi, in cui la voce grossa è fatta da PD e FI. Ma spesso nelle diatribe leggo della pretestuosità che non mi appartiene come metodo».
Si riferisce a scelte precise?
«Penso per esempio al caso Coviello (ex consigliere, oggi nello staff del sindaco De Luca, ndr): nella polemica ho visto solo una guerra interna di posizionamenti, un tentativo di mettere la bandierina. Tutti agiscono con l’idea che la giunta De Luca sia a termine, ogni mossa parte da questa consapevolezza, invece di pensare alla città».
Al bilancio di previsione avete detto no.
«Assolutamente. Abbiamo analizzato i documenti e non c’erano le condizioni per approvare il provvedimento. Non si è trattato di una contrarietà per partito preso, ma successiva a un’analisi».
Mi pare deluso, aveva aspettative diverse?
«Mi aspettavo qualcosa di più da questa amministrazione. Capisco i proclami, va bene gli annunci in campagna elettorale. Ma poi bisogna agire, e a oggi non ci sono le condizioni che ci permettano di sostenere una programmazione».
Difficile amministrare, ha detto chiaramente De Luca, senza maggioranza.
«Non credo sia colpa dell’anatra zoppa. La giunta, nonostante la componente politica presente, se proponesse provvedimenti adeguati non credo faticherebbe a trovare consenso per il bene della città».
Insomma, un po’ di piglio deciso.
«Vedo una grande voglia di cambiamento in alcuni amministratori, ma non è supportata da fatti concreti. Il rischio è resti tutto semplice propaganda».
Crede, quindi, che l’amministrazione De Luca non durerà?
«Non voglio accodarmi alle strategie di chi vorrebbe buttare già questa legislatura. Preferisco battaglie mirate, non la polemica sterile. Anche per questo sto cercando di lanciare temi specifici».
Comitati di quartiere e metanizzazione, per esempio.
«Sì, è impensabile che nel 2014 ci siano zone della città capoluogo ancora non servite dal gas».
Un paradosso nella Basilicata delle risorse del sottosuolo.
«Appunto. Ma anche un problema di gestione locale. C’è uno studio del governo che spiega come nei territori vicini siano stati fatti investimenti sulla metanizzazione. In Basilicata, invece, il dibattito sull’energia si ripiega in proclami sulla card carburante».
C’era parecchia aspettativa rispetto a un consiglio comunale quasi tutto rinnovato.
«Noto un atteggiamento positivo, la voglia di fare dei più giovani. Ma appena il dibattito nella commissioni si sposta su temi specifici, su poste di bilancio o indirizzi di programmazione, emergono forti gli inquadramenti di partito».
Che dovrebbe fare il sindaco?
«Per adesso ha un atteggiamento un po’ troppo renziano. Ascolta tutti, ma di concreto fa poco. Poteva funzionare in una prima fase, ma non più adesso. Un sindaco deve anche avere il coraggio di scontentare qualcuno, lo deve fare per forza. Deve poter incidere sulla macchina amministrativa».
De Luca ha chiesto un atto di responsabilità collettiva in vista del bilancio di previsione.
«Non credo al momento ci siano le condizioni per approvare il bilancio: la città è al collasso economico in ogni campo».
In qualche modo bisognerà pur fare, però.
«L’amministrazione propone di utilizzare i fondi strutturali per fronteggiare la mancanza di cassa. Va bene, ma come? Ce lo volete spiegare? Non è possibile approvare delibere ogni volta sotto la spinta dell’emergenza, senza capire dove sono i problemi».

 

 

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