Salta al contenuto principale

Vertenza petrolio
Ecco l'evoluzione normativa

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 23 secondi

L’ORIGINALE

IL decreto legge del 27 agosto scorso è stato modificato. Questo è noto. In particolare deve essere stato modificato anche l’impianto in qualche parte del lunghissimo dettato di leggi. Tanto che nella prima bozza quello relativo all’Energia e quindi alle estrazioni petrolifere in Basilicata e all’esclusione del Patto di stabilità l’articolo era il numero 53.

Nella bozza che dovrebbe essere quella definitiva la materia energetiva viene avanzata nel dispositivo tanto che la legge diventa la numero 37.

Nello specifico questo era l’articolo iniziale:

(Misure a favore degli interventi di sviluppo delle regioni per la ricerca di idrocarburi)

- All’articolo 32, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183 dopo la lettera n-sexies è inserita la seguente lettera:

“n-septies) delle spese sostenute dalle regioni per la realizzazione degli interventi di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale e di miglioramento ambientale nonché per il finanziamento di strumenti della programmazione negoziata nelle aree in cui si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi, nei limiti dell’ammontare delle entrate riscosse dalla Regione, rivenienti dalla quota spettante alle stesse Regioni dall’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, per gli anni 2015, 2016 e 2017 nel limite delle aliquote di prodotto relative alle produzioni incrementali rispetto all’anno corrente e realizzate negli anni 2014, 2015 e 2016.”

 

LE MODIFICHE

L’ULTIMA bozza presentata da Renzi e che dovrebbe essere quella definitiva è stata modificata in diverse parti. Questo il testo:

 (Misure a favore degli interventi di sviluppo delle regioni per la ricerca di idrocarburi)

1. All’articolo 32, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo la lettera n-sexies) è aggiunta la seguente:

“n-septies) per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, delle spese sostenute dalle regioni per la realizzazione degli interventi di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale e di miglioramento ambientale nonché per il finanziamento di strumenti della programmazione negoziata nelle aree in cui si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi, subordinatamente e per gli importi stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio di ciascuno anno, sulla base dell’ammontare delle maggiori entrate riscosse dalla Regione, rivenienti dalla quota spettante alle stesse Regioni dall’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, per gli anni 2015, 2016, 2017  e 2018 nel limite delle aliquote di prodotto relative alle produzioni incrementali realizzate negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 rispetto all’anno 2013.”.

2. Con la legge di stabilità per il 2015 è definito per le regioni, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica,  il limite della esclusione dal patto di stabilità interno  delle spese in conto capitale finanziate con le entrate delle aliquote di prodotto di cui all’articolo 20, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625.

 

LE RICHIESTE

IL presidente della giunta regionale, Pittella aveva chiesto anche  in una conferenza stampa l’esclusione delle royalties 2013 e 2014 dal Patto di Stabilità. Questo nei principi. Poi con le settimane e lo studio delle carte la richiesta è stata calibrata meglio. In pratica nei diversi confronti con esponenti del governo nazionale, il governatore lucano e i suoi fedelissimi per il principio di una Basilicata che ha bisogno di invertire la rotta e rilanciarsi aveva posto il tema di maggiore sviluppo per la Basilicata in cambio del petrolio lucano.

Nei dettagli il presidente della Regione nello “Sblocca Italia” chiede l’esclusione di tutto lo importo delle royalties maturate nel 2013 dal Patto di Stabilità più 50 milioni anticipati su quelle dell’anno in corso. In più Marcello Pittella chiedeva che l’ìntera somma potesse essere a disposizione della Regione Basilicata anche per colmare i debiti con i creditori. Insomma per il principio “legittimo” del “Stiamo morendo. Ho i soldi in cassa ma non posso spenderli per la rigidità del Patto».  

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?