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Renzi richiama Speranza
«I deputati devono lavorare»

Basilicata

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POTENZA - E ora se il Parlamento non sarà operativo conque giorni su sette la colpa sarà di Speranza. C’è da crederci.

Lo ha fatto intendere Renzi da Vespa. Lo show di Matteo Renzi a Porta a Porta è andato avanti fino a tarda serata martedì. Il presidente del Consiglio per il talento mediatico innato di cui dispone è riuscito a driblare agevolmente le insidie (non così tante per la verità) che gli hanno posto Bruno Vespa e Alessandro Sallusti e Federico Geremicca rispettivamente dei quotidiani “Il Giornale” e “La Stampa”. I lucani che hanno tirato tardi magari per ascoltare qualcosa rispetto al petrolio lucano saranno andati a letto insoddisfatti.

Il premier ha parlato di tutto con Vespa e addirittura c’è stata pure una scommessa tra i due (chi perde deve farsi a piedi 17 chilometri di cammino da Firenze a un monastero Toscano) ma del petrolio lucano nulla.

Piuttosto Matteo Renzi ha parlato di Roberto Speranza. E in pratica lo ha fatto quasi svelando lo “scoop degli scoop”. «Ho detto a Speranza e Zanda (i due capigruppo del Pd alla Camera dei deputati e al Senato) che se davvero vogliamo fare i seri e portare a casa il risultato devono far capire ai parlamentari che bisogna lavorare 5 giorni a settimana su sette in Parlamento».

Come lavoratori normali insomma i parlamentari devono stare alla Camera e al Senato dal lunedì a venerdì. Nulla da eccepire in fondo. Anche se lo stesso Renzi ha aggiunto: «Capisco che i parlamentari lavorano anche sui territori ma è una cosa necessaria che va fatta». Il punto piuttosto è che per come lo ha detto a Vespa il rischio se i parlamentari non dovessero “ubbidire” è che la responsabilità ricadrebbe su Zanda e sul lucano Roberto Speranza.

sal.san.

 

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