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Petrolio, Pittella canta vittoria
ma in regione ci saranno più estrazioni

Basilicata

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Sblocca Italia: per Pittella la partita è ancora lunga ma “il primo tempo è finito uno a zero per noi”. Insomma il presidente della giunta regionale parla del Decreto Sblocca Italia in termini positivi soprattutto “perchè rispetto alla bozza iniziale siamo riusciti ad ottenere dei vantaggi concreti”.

In pratica per il governatore Marcello Pittella i 50 milioni di royalties del 2014 svincolati dal Patto di stabilità interno e quelli che si sommeranno nei prossimi anni fino al 2018 (circa 100 milioni a partire dal 2015) “rappresentano una prima boccata d'ossigeno” per le casse della Regione in “pre – agonia”.

Per il resto sempre il presidente della Regione nella conferenza di ieri mattina ha “minimizzato” l'impugnativa del Consiglio dei ministri parlando comunque di “una provocazione che ha consentito di ottenere già i primi risultati nello sblocca Italia”. Rimangono aperte tutte le altre questioni e opportunità a partire dall'attuazione del Memorandum che però Pittella ribattezza “Piano per il Sud”. Le estrazioni destinate ad arrivare a 180 mila barili al giorno “ma senza più toccare il territorio” ha sottolineato Pittella. Per quanto riguarda il maggiore volume di petrolio che si estrarrà dal sottosuolo lucano, si tratta di accordi già ratificati negli scorsi anni  dal sottosuolo lucano più un aggiunta ancora da negoziare. In pratica ci saranno i 104 mila barili che produrrà Eni secondo gli accordi del 2006, più i 50 mila di Tempa Rossa più altri 26 mila ancora da definire in future trattative.

Ad ogni modo, la parte del leone ieri mattina l’hanno fatta i 50 milioni che arrivano fuori al Patto di stabilità.

I dettagli della modifica nel Decreto “Sblocca Italia” - firmato ieri sera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che liberano i 50 milioni di royalties sono previsti in un articolo preciso. Questo il testo integrale al comma sei dell’articolo 4 (Misure di semplificazione per le opere incompiute segnalate dagli Enti locali e misure finanziarie a favore degli Enti territoriali). “Per l’anno 2014, l’esclusione di cui al secondo periodo del comma 5 è destinata per 50 milioni di euro ai pagamenti dei debiti delle regioni, ivi inclusi quelli ascrivibili ai codici gestionali da 2139 a 2332, che beneficiano di entrate rivenienti dall’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, superiori a 100 milioni”.

Insomma alla fine Pittella sulle royalties ce l’ha fatta. Per questo l’uno a zero. Ma la partita è complicata assai.

E in particolare Marcello Pittella su tutta la materia energetica ha sottolineato: «Le risorse petrolifere non sono proprietà di un territorio, ma del Paese: partendo da questa considerazione, però, le Regioni non possono non avere un ruolo centrale nelle scelte del governo, facendo fronte comune sui temi dello sviluppo e del territorio». 

E a tal proposito il presidente della Regione ha annunciato un possibile ricorso come ha già fatto la Puglia sulle estrazioni  in mare. Pittella poi ha parlato in termini positivi anche dell’accordo con il governo nazionale che su nuove ricerche non si limiterà solo a “sentire” le regioni ma a procedere “d’intesa”. Sulla politica non sono mancate polemiche nei confronti (Bubbico e Folino in primi anche se non li ha mai citati) di chi non si è interessato, secondo Pittella, di potenziare lo Sblocca Italia e poi ha lanciato un appello «a evitare sgambetti», rivolto a consiglieri regionali e parlamentari di tutti gli schieramenti.

Altre novità annunciate: arriva a un “Fondo speciale” alimentato con quanto la Regione incasserà da una produzione superiore a quella degli attuali 85 mila barili, per finanziare interventi ambientali, per le infrastrutture, per l’occupazione e per la formazione: un referendum in rete, inoltre, deciderà quali interventi mettere in campo dopo una consultazione con i sindacati e le associazioni degli imprenditori.  In ogni caso, ha “tuonato” il presidente della Regione, «l’occupazione dovrà guardare alla Basilicata. Basta con saldatori siciliani e operai romeni».

Per le metafore calcistiche Pittella dopo aver parlato di un primo tempo finito uno a zero per la Basilicata ha aggiunto: «Ci sono almeno  altri tre tempi da giocare, ovvero la conversione in legge del decreto, la prossima legge di stabilità, e il decreto interministeriale che dovrà sancire l'importanza della Basilicata nel quadro energetico nazionale, con il ritorno economico e sociale che ne deriva».

s.santoro@luedi.it

 

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