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Pd, la mediazione di Luongo
Il gruppo regionale garantisce sostegno a Pittella

Basilicata

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POTENZA - Da un lato il sostegno a Marcello Pittella perché, come detto più e più volte durante il congresso, la pacificazione del Pd - e il nuovo corso unitario - passa per il superamento della spaccatura: partito contro il governatore, e viceversa. Dall’altro, però, il freno tirato rispetto alla soddisfazione su un provvedimento, lo Sblocca Italia, che continua a preoccupare perché mina l’autonomia e le prerogative dei territori, in materie delicate come ambiente e salute. E in questa seconda parte della posizione democratica trova ragione il “no” al modello proposto dal governo Renzi su royalty e rappresentanza mantenuto fermo da parecchi dirigenti del partito, Folino in testa. Il deputato si è autosospeso alcuni giorni fa, ma solo ieri ha reso pubblica la decisione, divulgando la lettera scritta al premier.

Il bisogno di un punto di equilibrio tra governo e difesa del territorio è racchiuso nei toni con cui il segretario regionale del Pd, Antonio Luongo, e il capogruppo regionale Roberto Cifarelli, commentano la riunione che ha affrontato il tema lunedì sera  a viale Verrastro.

«Il Partito democratico - scrivono - esprimono sostegno al presidente della Regione, Marcello Pittella, impegnato in una difficile quanto necessaria piattaforma rivendicativa che la Basilicata sta conducendo per ottenere garanzie di risultato sui temi della sostenibilità ambientale, della corretta relazione, a costituzione vigente, tra Stato e Regione».

La nota positiva è in una constatazione: «Per la prima volta viene riconosciuto il principio della non assoggettabilità di una parte delle royalties al patto di stabilità, dando finalmente merito e ragione a una battaglia decennale condotta innanzitutto dal Pd e dalle classi dirigenti lucane».

Fa da contraltare «la forte contrarietà è stata espressa sull’articolo 38 del decreto per cui fortissimi sono i dubbi di legittimità». In quel pezzo di decreto il Pd locale ritrova, e contesta, un tentativo di anticipare la riforma costituzionale del titolo V: «Viene formalizzata una centralizzazione delle competenze e delle prerogative, oggi in capo alle Regioni per i procedimenti di valutazione ambientale».

Su questo e altri passaggi, dicono ancora Cifarelli e Lungo, il Pd chiede di poter consumare ulteriori approfondimenti e sviluppare «un percorso di concertazione e di maggiore condivisione con le altre Regioni, non ultima la sua impugnativa, viste le sfide che attendono il Paese».

Nella consapevolezza che «la Basilicata, attraverso gli accordi negoziati, contribuisce già ampiamente alla bilancia energetica del Paese», il Pd ribadisce le aspettative di equilibrio «tra sviluppo e sicurezza». Ma solo attraverso «un’intesa che superi ogni forzatura centralista». Si riprenda la discussione dal memorandum, si rivedano le caratteristiche del provvedimento della card carburante con l’istituzione di uno specifico fondo destinato ad azioni di coesione sociale.

L’auspicio (che è anche un po’ promessa e impegna) è a «rafforzare il confronto a partire dagli amministratori locali dei territori interessati alle estrazioni, fino a determinare un rafforzamento e una un’accelerazione sulle materia ambientali e sanitarie quanto sulle questioni relative allo sviluppo».

Da dove partire concretamente? «Dalla prosecuzione dei lavori avviati al tavolo istituzionale con il ministro Guidi». È da lì, dice Luongo, che arriveranno «ulteriori risultati a favore della Basilicata se le classi dirigenti sapranno lavorare ciascuno per ruolo e competenze verso lo stesso obiettivo».

s.lorusso@luedi.it

 

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