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Il giallo della lettera dei renziani a Renzi
Le dimissioni di Braia e l'enigma sul sostituto

Basilicata

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POTENZA - Un giallo “renziano” in piena regola: Felicetta Baldari fa parte dell’assemblea nazionale del Pd? A quanto pare sì. O forse no. Di certo la renziana si è firmata come componente dell’organismo nazionale del Partito democratico sotto la lettera che alcuni renziani della prima ora hanno inviato a Matteo Renzi nei giorni scorsi per prendere le distanze dallo stesso premier per le politiche energetiche previste nello Sblocca Italia

Ma quando è stata eletta?

In realtà non è stata eletta. Ma sarebbe entrata nell’Assemblea al posto di Luca Braia.

Sì al posto di Braia che si è si è dimesso dall’Assemblea nazionale del Partito democratico. Dimissioni di cui non si era saputo nulla e che pure erano stato comunicate alla segreteria del partito regionale mesi fa.

Le dimissioni furono conseguenti (a quanto pare) alla candidatura dello stesso Braia allo scorso congresso regionale quando ha sfidato fino all’ultimo atto il poi eletto segretario regionale Antonio Luongo.

Ma ad ogni modo non se ne è saputo nulla delle dimissioni. Nulla di grave in fondo. Non è la presidenza della Regione o del Consiglio. Si tratta di un posto in un organismo composto da centinaia di democratici di tutta Italia (circa 1.400 in totale).

La questione che lascia un pò perplessi è però che la notizia non fosse stata comunicata  nemmeno agli altri componenti dell’assemblea nazionale del partito. Nemmeno, per essere ancora più chiari, ai componenti della stessa area politica: e cioè ai renziani.

Tanto più che Braia negli ultimi comunicati che ha diffuso per la stampa si è sempre siglato come membro dell’Assemblea nazionale. Insomma nulla faceva immaginare che ci fosse stata una staffetta.

Ma il giallo prosegue. Perchè nella liste congressuali (si votava per la segreteria nazionale tra Renzi, Cuperlo e Civati) c’era l’obbligo della candidatura alternata uomo donna. In particolare la lista dei renziani, capeggiata dal senatore Salvatore Margiotta, elesse 5 componenti. L’ultimo eletto in ordine fu Rocco Fiore. Prima dei non eletti al sesto posto appunto la Baldari.

Ma essendosi dimesso un uomo, in assemblea entra un altro uomo e cioè Biagio Di Lascio. Dovesse aver rinunciato comunque scatterebbe l’altro uomo e cioè Filippo Luberto di Grassano. Non Felicetta Baldari.

Perchè quindi si sia firmata componente dell’assemblea è una sorta di mistero. Probabilmente per “rafforzare” quello stesso documento inviato a firma dei renziani della prima ora. Come si dice, in certi contesti “Melius abundare quam deficere”. Per la precisione quindi, degli 8 firmatari solo l’ex consigliere comunale di Potenza, Rocco Fiore fa parte dell’assemblea nazionale. 

s.santoro@luedi.it

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