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“Quote azzurre” in Regione
Stavolta si lamenta un maschio

Basilicata

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POTENZA - Non c’è stata discriminazione al contrario, anche se i 3 membri dell’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) della Regione sono tutte donne: Concetta Santarsiero, Angela Paschino e Maria Zito. Ma le motivazioni che hanno portato alla loro nomina nel 2013 andavano pubblicate. Per questo la relativa delibera della giunta regionale va annullata lo stesso.

Lo ha deciso il Tar Basilicata accogliendo – in parte – il ricorso di Antonio Summa, membro a sua volta ma fino al 2013 del vecchio organismo incaricato di assegnare premi i produzione ai dipendenti regionali.

Stando a quanto stabilito dal collegio presieduto da Michele Perrelli, consiglieri Giancarlo Pennetti e Pasquale Mastrantuono, la Regione dovrà approvare una nuova delibera di nomina in cui «motivi la scelta dei componenti dell’Oiv, sulla base del contenuto dei curricula e delle suddette relazioni presentate dal ricorrente e dalle tre controinteressate».

Nel frattempo «tenuto conto dell’indefettibilità della funzione svolta, l’Oiv regionale dovrà continuare ad operare nell’attuale composizione».

Per i giudici di via Rosica risulterebbe «palesemente contraddittorio indire un procedimento di evidenza pubblica (facoltativo, ndr) per l’individuazione dei membri dell’Oiv regionale, chiedendo ai candidati di presentare i curricula e le relazioni contenenti “l’elencazione delle esperienze significative ai fini della nomina e le proposte inerenti le attività e gli obiettivi che si intendeva far perseguire all’Oiv”, e poi non motivare la scelta di tali componenti».

«Non si tratta di una scelta di carattere fiduciario – spiega la sentenza depositata qualche l’8 settembre - attesocchè le importanti funzioni di controllo (strategico, di valutazione dei dirigenti e di validazione delle metodologie di misurazione e valutazione delle performance) devono essere espletate nel pieno rispetto delle garanzie di indipendenza e terzietà (…) In ogni caso, risulta evidente che, mentre nel caso di nomina diretta, senza pubblicazione di alcun bando, dei componenti dell’Oiv, l’Ente Pubblico può limitarsi ad evidenziare nella motivazione, oltre i requisiti di idoneità, le relative esperienze maturate dalle persone nominate, che ha hanno assunto un peso decisivo nella scelta, nel caso, come nella specie, dell’indizione di un apposito procedimento di evidenza pubblica, la motivazione, sebbene sempre ampiamente discrezionale, deve però tener conto del contenuto di tutti i curricula presentati».

Il Tar ha respinto, invece, gli altri motivi di ricorso presentati da Summa, che aveva sostenuto anche l'inidoneità dei curricola delle 3 vincitrici della selezione e la violazione delle “quote azzurre”.

«Nel rispetto dell’equilibrio di genere – scrivono i giudici - va tenuto conto anche della composizione della struttura tecnica permanente, che supporta l’Oiv nell’espletamento delle sue funzioni, nella specie il principio della pari opportunità tra uomo e donna non è stato violato, in quanto la Giunta Regionale ha nominato come responsabile della struttura tecnica permanente una persona di sesso maschile».

l.amato@luedi.it

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