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No al petrolio in Basilicata
La mozione (respinta) dei grillini

Basilicata

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POTENZA - “No al petrolio in Basilicata” e “Lo sblocca Italia è un duro colpo alla basilicata”. E’ quanto chiede il partito di Grillo in Basilicata lamentandosi anche della scarsa informazione resa sulla materia. . In particolare in una conferenza stampa ieri mattina alla Regione, i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Gianni Perrino e Gianni Leggieri - poco prima dell’inizio dei lavori consiliari in cui si è affontata in maniera dettagliata tutta la questione dello “Sblocca Italia” - hanno ribadito la posizione del proprio partito: «Chiusura dei pozzi petroliferi in quanto attività insostenibile e principio fondamentale riconducibile alla tutela dell’ambiente».

Nei dettagli il consigliere Leggieri ha specificato le ragioni alla base della mozione (poi respinta in sede di Consiglio) che sono quelle della impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale dell’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia”: «Se la norma  fosse convertita in legge nel suo testo attuale o equivalente, verrebbe sottratta in modo permanente alle Regioni ogni potestà in materia di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, devolvendole alla esclusiva facoltà decisionale dello Stato».

«Più che di decreto “Sbocca Italia” – ha sottolineato ancora il consigliere grillino Leggieri – bisognerebbe parlare di decreto “Blocca Italia”, con il totale assenso del Partito democratico e con il presidente della giunta, Marcello Pittella,  che con il suo operato non fa che peggiorare le cose».

E quindi Leggieri riprendendo il messaggio di Pittella sulla “vittoria uno a zero” rilancia: «La partita non è stata vinta dalla Basilicata con il minimo scarto ma, restando in termini calcistici, è stata vinta in modo schiacciante dal Governo. Al di là del tema specifico delle estrazioni, quello che preoccupa seriamente è il diffondersi dell’idea che la Basilicata, se spremuta per bene, può divenire la panacea per la risoluzione di tutti i problemi economici che affliggono il Paese. Non si arretra neanche dinanzi a dati di fatti inconfutabili, vedi l’alta incidenza delle malattie oncologiche, l’agricoltura ed il turismo che, sempre più, risentono della presenza di ecomostri, questo omettendo di affrontare esaustivamente altre problematiche relative al costo del carburante in regione e alla ormai fantomatica card - benzina».

E’ stata la volta quindi dell’altro consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianni Perrino. Che subito ha attaccato: «In Basilicata si preferisce insistere sull’energia derivante dal fossile, in completa controtendenza anche con quanto stabilito in sede di Unione europea. La nostra ferma intenzione  è quella di riconfermare la linea dell’utilizzo delle energie rinnovabili».

Anche Perrino ha parlato di impugnativa del decreto: « I profili di incostituzionalità sono diversi. Abbiamo preferito concentrarci su quelli riguardanti l’articolo 38, vale a dire sugli aspetti concernenti in modo più stretto il rapporto tra Stato e Regione. Quella compiuta da Renzi è una vera espropriazione di diritti, una scelta del tutto antidemocratica a cui, speriamo, il Governo regionale voglia e sappia rispondere. Il nostro primo atto è quello di impugnare la norma per poi procedere nella battaglia continua contro le estrazioni indiscriminate con una serie di interventi concreti che portino alla giusta comunicazione con i cittadini ed alle scelte più opportune sul da farsi, scelte che vanno valutate e soppesate anche in sede di deregulation, dal momento che deve essere la base a decidere e non pochi eletti».

Per quanto riguarda la mozione poi presentata in Consiglio nel testo dell’articolato si legge: “(...) si impegnano il presidente e la giunta regionale ad attivarsi, nel corso dell’iter di conversione in legge, con ogni strumento più opportuno al fine di indurre il Parlamento a emendare la normativa, nel senso di cancellare dall’articolo 38 la parte o le parti in cui si prevede la totale e definitiva estromissione delle Regioni dalla competenza in materia di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi».

“Nel caso in cui la norma – si legge nel documento – dovesse essere convertita in legge nella formulazione attuale o in una formulazione che produca effetti giuridicamente simili o equivalenti (totale e definitiva estromissione delle Regioni), a promuovere la questione di legittimità costituzionale”.

Insomma i grillini ribadiscono il no al petrolio e chiedono alla Regione di prepararsi alla battaglia legale contro le decisioni del Governo nazionale.

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