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L'ex ministro Mauro esalta Matera
e promette battaglia per la Basilicata

Basilicata

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POTENZA - Comincia oggi la festa nazionale dei Popolari per l’Italia che quest’anno si svolge a Matera. «Una coscienza inquieta per l’Italia» è il titolo scelto dall’ex ministro alla Difesa Mario Mauro per la kermesse materana del proprio partito. Saranno due giorni di dibattiti e incontri con la partecipazione oltre che del presidente del partito, lo stesso Mauro, anche dei  sottosegretari dei PpI, Angela D’Onghia e Domenico Rossi. Sarà presente ovviamente il senatore lucano dei Popolari, Tito Di Maggio e l’altro parlamentare Mario Caruso. Per gli ospiti ci saranno l’ex presidente della Puglia, Raffaele Fitto (FI), il segretario nazionale dell’Udc,  Lorenzo Cesa, il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi e ancora Vannino Chiti (Pd), Giulio Tremonti (Gal), Anna Maria Bernini (FI), Augusto Minzolini (FI), Antonio Azzolini (Ncd), Antonio Scavone (Gal), e tanti altri.

Ma come mai è stata scelta proprio Matera? Mauro lo spiega al nostro giornale e parla di tre ragioni.

Quali?

«Il primo. Questo nostro nuovo movimento politico ha in Basilicata un gruppo dirigente importante. Non solo per i risultati elettorali ma anche per la presenza di tanti giovani come si è visto da ultimo nelle liste elettorali che abbiamo presentato a Potenza. Poi ci sono  importanti  dirigenti come il senatore Di Maggio che è stato il candidato di tutto il centrodestra alle scorse elezioni regionali o il sindaco di Potenza, Dario De Luca e il consigliere regionale Aurelio Pace e il coordinatore Vincenzo Giuliano. Intorno a loro è nata una passione per la vostra terra di moltissimi giovani che si vogliono misurare con la politica».

Ha parlato di tre ragioni. La seconda?

«Riguarda Matera in particolare. Io sono stato tra i sostenitori di Matera capitale della cultura nella mia veste di parlamentare europeo. E Adesso che siamo a un passo dal compimento di questo percorso la nostra presenza vuole rappresentare anche una sollecitazione al governo nazionale perchè riconosca la serietà e la fondatezza della candidatura di Matera».

La terza?

«Perchè sulla Basilicata in particolare si giocheranno gli equilibri della reinterpretazione data dalla riforma costituzionale del Titolo V. Cioè dalla modifica del Titolo V nuova versione emerge un ritorno centralista che rischia di buttare a mare il cattivo delle Regioni ma anche il buono. Insomma rischia di appannarsi il regionalismo italiano nella dinamica decisionale che rende per esempio i lucani padroni delle proprie risorse energetiche. Noi vogliamo essere non solo testimoni ma anche protagonisti di una azione politica che salvaguardi i diritti della Baslicata».

Lei intanto quanto è stata pubblicato il decreto Sblocca Italia ha affermato che se non se fossero intervenute modifiche per la questione del petrolio lucano sarebbe uscito (insieme agli esponenti del suo partito) dalla maggioranza che sostiene il governo Renzi. Riconferma questa volontà?

«La nostra rimostranza fu chiara. Quel decreto e cioè lo Sblocca Italia in realtà anticipa alcune logiche che sono contenute nel testo di riforma costituzionale del Titolo V. Cioè lo Sblocca Italia si comporta come se la riforma fosse già avvenuta. La nostra presa di posizione quindi è molto chiara: fintanto che non c’è la modifica costituzionale non è corretto nei confronti delle Regioni portarsi avanti in un piano centralista. Questo è il nostro pensiero e saremo conseguenti con quanto dichiarato e promesso».

Il Consiglio regionale però ha gia anticipato di essere pronto a impugnare il decreto se non avverranno modifiche. A livello nazionale sosterrete questa “battaglia”?

«Guardi non è un caso che uno dei dibattiti più importanti che affronteremo a Matera durante la nostra due giorni sarà appunto sulla modifica costituzionale del Titolo V. Perchè questa benedetta modifica della Costituzione è troppo frettolosa. Noi vogliamo che si facciano errori imperdonabili come l’inasprimento dei rapporti tra Stato e regioni invece di favorire un’armonizzazione delle competenze. E’ una questione realmente molto seria e noi non solo faremo battaglia ma l’auspicata iniziativa della Regione ci auspichiamo di vederla presto concretizzata. Sarebbe grave che in Basilicata invece di prevalere logiche a difesa della stessa Regione vincessero dinamiche interne al Pd».

Ma in generale cosa pensa del governo Renzi considerando che è esplosa anche la polemica sull’articolo 18?

«Le riforme quando sono fatte in modo serio non solo sono auspicabili ma sono anche necessarie per il rilancio del Paese. In tal senso la riforma del mercato del lavoro che era un pò la bandiera  principale del nuovo corso renziano è il punto di snodo. E’ il momento di fare sul serio e noi sosterremo senz’altro una riforma che non sia però il frutto di artifici interni alla Direzione del Partito democratico. Speriamo che non sia presentata una riforma che invece di farci fare passi avanti ce li faccia fare all’indietro. Daremo quindi il nostro sostegno e il nostro voto purchè sia una riforma del mercato del lavoro vera».

Altro tema. A che punto è la Costituente di centro?

«Abbiamo fatto proprio in questi giorni molti incontri e molte discussioni. Stiamo portando avanti questo percorso con la convinzione da parte nostra che non si arrivi a una fusione a freddo dei partiti già esistenti. L’obiettivo è quello di creare un nuovo soggetto politico gestito da regole democratico in cui ci iscrive in quanto persone e che possa favorire attraverso strategie politiche mirate il recupero del consenso e il ritorno al voto di milioni di italiani».

Ma sarà questa la volta buona visto che di tentativi negli anni ce ne sono già stati molti?

«Il problema è avere proposte politiche che abbiano la forza di farsi carico di azioni di lungo periodo. Invece noi abbiamo assistito a opzioni politiche che segnate da posizioni demagogiche hanno esaurito la forza della politica nelle competizioni elettorali e si sono rivelate inadeguate nelle azioni di governo».

Lei è pugliese di San Giovanni Rotondo e quindi conosce la Basilicata come regione limitrofa alla sua. La percezione della Basilicata dal punto di vista di un “vicino” è cambiata negli ultimi anni?

«Intanto la percezione della Basilicata è cambiata negli ultimi tempi per le dinamiche di Matera. Perchè la valorizzazione di Matera negli ultimi anni ha sicuramente prodotto un miglioramento dell’immagine della Basilicata molto notevole ed evidente. Poi il tema dell’energia permette di fotografare l’intera Basilicata con un’immagine più dinamica. Ovviamente questo comporta anche una domanda e cioè ci si chiede in Puglia o altrove come mai una regione che può godere del contributo degli idrocarburi non riesce a portare vantaggi ai cittadini. Per il settore industriale e produttivo invece si assiste a una sorta di stagnazione che è comune però a quasi tutto il meridione».

Ha parlato di De Luca. In questi giorni il sindaco di Potenza è alle prese con i conti in rosso ereditati dalle precedenti amministrazioni mentre anche gli equilibri politici rispetto alle amministrative di qualche mese fa sono già mutati considerando che per il Comune i Popolari erano al centrodestra mentro oggi per le provinciali state nel centrosinistra. E’ una difficoltà in più per De Luca o può essere un aiuto?

«Non credo che le questioni elettorali delle provinciali influenzeranno la gestione in prospettiva della città di Potenza. De Luca è stato eletto proprio per rimediare ai danni prodotti da chi ha creato il buco di bilancio. In secondo luogo la singolarità del risultato elettorale potentino impone una capacità politica di mediazione molto forte. In più credo che De Luca dopo essere stato straordinario durante il periodo della competizione elettorale ora è chiamato a fare del buon senso e delle capacità amministrative il core business della sua azione. Sono sicuro che dario De luca si confermerà alla prova dei fatti un’ottima scelta da parte dei cittadini».

Ma sul mutamento della linea politica dalle comunali alle prossime provinciali?

«Non credo possa condizionare l’azione amministrativa di Potenza. E’ un tema di carattere politico molto legato alle storture di queste elezioni provinciali. Noi in giro per l’Italia stiamo vedendo liste fatte insieme da Pd e da Forza Italia e anche da Pd e FdI. Insomma il quadro politico che si è determinato per queste provinciali è molto scombinato».

Come aprirà la kermesse materana?

«Le offro un’anticipazione. Leggerò  una lettera che mi ha scritto il presidente del Partito popolare europeo in cui fa una riflessione su come in Italia si dovrebbe rimettere insieme il centrodestra. Lui dice che per evitare derive di carattere populistico lui invita quelli che fanno parte del Partito popolare non solo a mettere insieme i partiti moderati ma anche a puntare ancora molto sul legame con Forza Italia».

s.santoro@luedi.it

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