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La prima volta di Vito
Petrocelli cacciato dal Senato

Basilicata

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POTENZA - Urla. Spintoni. Cartelli e monetine. Insomma al Senato va in scena il “delirio”. Stava per parlare il ministro Boschi sul maxi - emendamento preparato dal governo sulla materia del lavoro sul quale è stata annunciata l’indicazione del voto di fiducia. Ma le proteste sono diventate vibranti. Fino a una bagarre in piena regola. E’ accaduto di tutto. C’è stata anche una contusa: la senatrice eletta in Basilicata, Emma Fattorini ha preso un colpo duro al polso e lo ha comunicato ieri sera su Twitter.
E per la prima volta è stato mostrato anche un cartellino rosso. Il senatore lucano del Movimento 5 Stelle, Vito Petrocelli, è diventato il protagonista assoluto entrando nella storia. Mai un capogruppo di un partito era stato allontanato dal Senato della Repubblica. Da ieri anche questo “record“ è caduto a Palazzo Madama.
In pratica i grillini hanno alzato la protesta contro la riforma voluta da Renzi in materia di lavoro. A un certo punto il capogruppo, il lucano Petrocelli si è avvicinato al tavolo della presidenza. E, secondo le ricostruzioni, prima ha mostrato un foglio bianco all’indirizzo della presidenza e poi consegnato delle monetine al ministro Poletti.
Subito dopo è scattato il provvedimento del presidente del Senato, Piero Grasso che ha espulso dall’aula Petrocelli. Ma le polemiche non si sono placate con i senatori grillini che hanno fatto muro tra Petrocelli e i commessi dell’aula.
Da parte sua Petrocelli ha chiarito a caldo: «Sono stato buttato fuori dall'aula per aver esposto in Senato un foglio bianco. Per aver detto che quel foglio è bianco come la delega che il governo riceve per maltrattare e cancellare i diritti di tutti i lavoratori».
«Il foglio - ha aggiunto il capogruppo grillino - rappresenta la delega in bianco che il governo vuole farci firmare con la fiducia sul Jobs Act. Per la prima volta un capogruppo viene espulso dal Senato per aver mostrato un cartello perfettamente bianco. Rasentiamo l'assurdo». Immediato il sostegno a Petrocelli di Beppe Grillo sul proprio blog.
Nulla sulle monetine che, invece, dalle fonti ufficiali della presidenza del Senato ieri pomeriggio poi sono state indicate come il motivo dell’espulsione: «Non è dovuta ai fogli bianchi inalberati durante l’intervento del ministro Giuliano Poletti, ma per il gesto della monetina mostrata allo stesso ministro ai banchi del governo».
E la nota delle presidenza ha anche stigmatizzato l’atteggiamento di Petrocelli: «In qualità di capogruppo, ha un dovere di assicurare l’ordine fra i suoi componenti durante i lavori, cosa che è sarebbe avvenuta».
La parola quindi è passata a Petrocelli che a un giornale nazionale ha poi spiegato il gesto delle monetine: «Sono passato davanti al banco del governo. Gli ho allungato sul tavolo due monete, da 10 e da 20 cents e gli ho detto: e con queste paga le tutele crescenti ai miei figli che non hanno lavoro».
Insomma per il governo Renzi al Senato (ieri sera sono stati lanciati libri contro Grasso) il percorso per l’approvazione della riforma del lavoro è sempre più irto di ostacoli. E non solo per i mal di pancia della minoranza del Pd. Come si temeva alla vigilia.

s.santoro@luedi.it

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