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Fondazione medica della discordia
Opposizione vota e poi abbandona l’aula

Basilicata

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POTENZA - Per la prima volta la fondazione “Basilicata ricerca biomedica” - per intenderci quella che secondo le indiscrezioni dei mesi passati doveva essere affidata all’ex assessore alla Santià, Attilio Martorano - arriva in commissione ed è polemica. I consiglieri di minoranza Leggieri (M5S), Napoli (Fi), Rosa (Fdi) e Romaniello (Sel) hanno abbandonato i lavori, in segno di contestazione. Tutto nato dal fatto che l’opposizione aveva chiesto un rinvio di sette giorni «per approfondire la questione e proporre osservazioni ed eventuali emendamenti». A cui però si è opposto il consigliere Polese che ha chiesto di votare in giornata.
Ed è proprio quest’ultimo - a cui, su facebook, Rosa dà del “ducetto” - il primo a finire nelle accuse dell’opposizione. «Animato dalla “voglia di fare” - spiega la nota stampa - rifiuta la proposta dello stesso presidente della IV che inizialmente aveva accolto la richiesta di rinvio, e chiede il voto immediato, impedendo di fatto alle forze di minoranza di poter esercitare compiutamente il proprio ruolo». Poi, l’insinuazione: «Quale reale ragione di “nomina” utile a trovare la quadra all’interno della maggioranza del Pd si cela dietro questo modus operandi?». Insomma, per l’opposizione la fretta era giustificata dal tentativo di velocizzare l’affidamento dell’incarico.
E’ dalla sua bacheca di facebook che Polese risponde, incarnando lo spirito renziano: «Il lassismo, il tergiversare sono atteggiamenti che non mi appartengono. E' il momento di darci una mossa nelle istituzioni, accelerare il passo e non rimandare sempre e solo a “riaggiorniamoci”». Insomma, preminenza al fare. Ma l’accusa della minoranza è rivolta anche al presidente della commissione, Luigi Bradascio (nella foto in alto): «Ha rinunciato alla sua funzione istituzionale di rappresentante di tutte le forze presenti quale presidente della IV Commissione, evidenziando in tal modo che quest’ultima non abbisogna del contributo della minoranza per l’approvazione dello Statuto. L’ordine del giorno è stato redatto mettendo al primo punto un atto (Statuto Fondazione) pervenuto solo quindici giorni fa, mentre il ddl sul lavoro sommerso come pure altri atti, inoltrati alla Commissione diversi mesi fa, sono stati posti agli ultimi punti. Con questo comportamento il Pd considera superata la dialettica democratica all’interno del Consiglio regionale di Basilicata?». E in serata è arrivata la replica del presidente della Commissione che con tono ironico risponde: «Mi rivolgo a tutti i lucani che dopo il comunicato stampa dei consiglieri Leggieri, Napoli, Romaniello e Rosa si staranno macerando nella paura di una svolta autoritaria nella nostra regione, per rassicurarli e per confortare i loro cuori impauriti». E spiega: «La questione è stata già discussa qualche mese fa durante la legge di Bilancio, è stato inserito all'ordine del giorno della IV commissione di 15 giorni fa. «Come dire, insomma - conclude Bradascio - che due settimane non sono bastate per approfondire lo studio». Che però ci tiene pure a precisare: l'abbandono dell'aula ha impedito la discussione di tutti gli altri provvedimenti all’ordine del giorno. Segue la controreplica piccata di Rosa. «Si poteva andare avanti senza la minoranza, così come si è fatto per lo Statuto della Fondazione». E torna a ribadire: «Quello che interessava era solamente l’approvazione dello Statuto». Poi il nuovo affondo a Polese: «Prima di sbandierare condotte che poco hanno a che fare con gli interessi dei cittadini e con le regole democratiche, rifletta. Le sue gesta da ‘uomo del fare’ di renziana memoria si sono caratterizzate solo nella predisposizione di postazioni per qualche nomina». Alla fine lo Statuto della fondazione ha avuto comunque il via libera della Commissione, con quattro voti a favore e tre contrari (il consigliere Napoli era assente alla votazione). Il voto era stato preceduto dall’audizione del direttore Donato Pafundi. «La Fondazione – ha spiegato - sarà il braccio operativo del dipartimento Politiche della Persona. Con un ampio spettro di azione la Fondazione, che abbraccia le due branche del dipartimento, quella sociale e quella sanitaria, opererà in maniera autonoma attraverso attività coordinate con lo stesso dipartimento. Un valido supporto, quindi, per tutte le attività di ricerca in ambito socio-sanitario».

marlab

m.labanca@luedi.it

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