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Partito democratico in festa a Matera
Bubbico e il Pd che verrà

Basilicata

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IL “partito regione” cerca di uscire dalle sezioni, per aprirsi agli elettori con la Festa del tesseramento. Dopo il vivace dibattito di sabato sera sulle prospettive del Paese ed i limiti del famigerato decreto “Sblocca Italia”, ieri mattina il segretario cittadino, Cosimo Muscaridola, ha ospitato nel suo salotto di piazza Vittorio Veneto, il vice ministro all’Interno, Filippo Bubbico, ed il segretario provinciale dei Giovani democratici Felice Tauro.
Si è parlato della nuova stagione di un partito che esce dal lungo periodo di immobilismo e che oggi, con il premier Renzi, sta vivendo un momento di contraddizione interna. Muscaridola ha rimarcato la giusta scelta di fare una festa del tesseramento, a voler significare l’apertura del partito agli elettori, finora apparentemente tenuti ai margini dei processi decisionali, con la complicità delle cosiddette Primarie interne.
«Un metodo -ha spiegato- che in effetti non esclude il tesserato, visto che le scelte che poi portano ad individuare i rappresentanti del partito, derivano dall’esito di un dibattito interno a cui partecipano tutti gli iscritti. In un giorno e mezzo -ha proseguito Muscaridola- abbiamo già contato circa 125 tessere, di cui almeno 60 nuovi arrivi. Segno che l’unico partito strutturato d’Italia attira ancora l’attenzione». Il vice ministro Bubbico, stimolato dalle domande del giornalista del Quotidiano Enzo Scalcione, ha analizzato con lucidità passato, presente e futuro del partito in Basilicata e a livello nazionale, plaudendo ad iniziative come quella del Pd materano, con l’auspicio che vengano imitate anche in provincia. «La doppia veste di Renzi, giovane segretario e premier -ha spiegato Bubbico- preannuncia un nuovo modello organizzativo del partito, che lo riconnette alla funzione di governo, nonostante la difficoltà di un Pd che vince ma non governa. Presto i rapporti di forza si stabilizzeranno, con il ritrovamento di una nuova unità interna. Il mondo è cambiato dal Dopoguerra, con l’Unione europea sempre più allargata, manifestazione pratica di un processo di trasformazione profonda in questa forza politica». Tauro, di ritorno dalla Direzione nazionale di Roma, ha poi rimarcato l’effettiva svolta generazionale in atto, con un 40enne alla guida del partito e del Paese: «Dobbiamo capire la nostra funzione in un Pd che si sta riorganizzando, consapevoli di poter essere elemento di complessità, ma anche una soluzione, avendo eletto 8 parlamentari». La festa si chiude con questo messaggio di ottimismo.

a.corrado@luedi.it

 

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