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Chiamparino guida la rivolta contro Renzi
mentre Pittella placa i toni e mostra fiducia

Basilicata

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POTENZA - E mentre lo Sblocca Italia si avvia versa la conclusione con la Basilicata - escluso il Movimento 5 tabilità - che sostanzialmente si dice soddisfatta, scoppia un altro caso che rischia di infiammare i rapporti tra governo ed enti locali. Previsti tagli importanti alle regioni nella prossima Legge di Stabilità (quella che un tempo si chiamava finanziaria). La riduzione prevista di trasferimenti da parte dello Stato alle Regioni è di 4 milioni. Da qui il nuovo scontro.
Le Regioni, a margine della Conferenza dei governatori che si è svolta ieri a Roma - insorgono: “Manovra insostenibile. Sanità e trasporti a rischio”. Non si è fatta attendere la replica del premier: «Pensate a ridurre gli sprechi». Ed è scoppiata la bagarre. Con il presidente della Conferenza delle Regioni, Chiamparino (Piemonte) che tuona: «Renzi ci offende perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono». La “rivolta” delle Regioni è scoppiata alle 13, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Roma dai governatori proprio sulle ricadute a livello locale della legge di Stabilità: «Al taglio prospettato di 4 miliardi di euro - ha attaccato Chiamparino- vanno sommati quelli decisi dai governi Monti e Letta pari a circa 1,750 miliardi. Si arriva così a 5,7 miliardi. Tagli insostenibili a meno che non si incida sulla spesa sanitaria o con maggiori entrate. Di più: così com'è, la manovra incrina il rapporto che dovrebbe essere di lealtà istituzionale e di pari dignità istituzionale tra enti dello Stato».
Gettta acqua sul fuoco, invece, il presidente della giunta regionale di Basilicata, Marcello Pittella: «Credo sia giunto il momento di gettare il cuore oltre l’ostacolo, come Matteo Renzi e il suo Governo stanno facendo, attraverso una coraggiosa, quanto inedita politica di riduzione delle tasse sul lavoro, a partire dalla cancellazione dell’Irap nella parte che gli imprenditori pagano per ciascun dipendente».
«La sfida a cui ci chiama il presidente Renzi – prosegue il governatore lucano - è sicuramente ardua. E impone a ciascuno di noi un’attenta riflessione. E' vero che una parte della riduzione della tassazione prevista all’interno della legge di Stabilità sarà finanziata con i tagli imposti alle Regioni, col rischio di far saltare i difficili equilibri raggiunti nel settore sanitario e in quello dei trasporti. Ma è ancor più vero il fatto che per far ripartire l’economia del Paese e offrire una speranza ai milioni di italiani senza lavoro, non possiamo affidarci a logiche mediatrici del passato, per cui tutti riconoscono la necessità di fare sacrifici, ma a patto che siano gli altri a farlo. Sapevamo che questa manovra non sarebbe stata indolore per nessuno: per le Regioni, come per i Ministeri e gli enti di sottogoverno. E oggettivamente, a leggere il testo approvato, è difficile dire che siano stati privilegiati alcuni settori dello Stato o della Pubblica amministrazione a danno di altri. Se, come mi pare di capire dalle parole del presidente Renzi, il peso dei sacrifici sarà ripartito in modo equo tra Ministeri, Regioni e Autonomie locali ciascuno di noi, per il ruolo che riveste nelle rispettive comunità, dovrà fare una operazione - verità con i cittadini, stabilendo insieme cosa e dove “tagliare”, senza venir meno a quel principio di equità sociale a cui, personalmente, mi sono sempre ispirato in questi primi dieci mesi di governo regionale».
Marcello Pittella però aggiunge: «Qualora invece, da una lettura più attenta della manovra, dovesse emergere che così non sarà, avremo modo di far sentire la nostra voce nelle sedi opportune, a partire dalla Conferenza Stato - Regioni».

sal.san.

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