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Un altro tentativo “spacca” Lucania
Proposta di Morassut per ridurre le Regioni a 12

Basilicata

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UN’ ALTRA folle idea: ridurre le Regioni italiane e creare una nuova geografia degli enti locali. Dalle 20 attuali si passerebbe a 12. Non è la “solita” idea (suggestione o provocazione) che ogni tanto viene rilanciata da quando la Fondazione Agnelli all’inizio degli anni ‘90 immaginò la Basilicata smembrata a metà per accorpare il Potentino alla Campania e il Materano alla Puglia.
Questa è una nuova idea. O meglio è addirittura una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati da un parlamentare del Partito democratico. Un rappresentante del partito di maggioranza in Parlamento, e cioè Roberto Morassut del Pd, ha proposto al Parlamento di ridurre le regioni italiane per ridurre costi e spese. Lui, Morassut, romano ex Pci, ha pure ipotizzato tutto uno schema con le nuove regioni che verrebbero create con tanto di nomi e dettagli. Detta così sembra una semplice provocazione. Quasi un gioco. Ma intanto è una proposta di legge bella e buona. Che se dovesse essere accolta e poi approvata cambierebbe tutti i confini attuali. La questione fa effetto e creerà polemiche.
Anche perchè leggendo la proposta non si riconoscono nè motivi di identità territoriale e nemmeno approfondimenti analitici. Campobasso e Matera sarebbero fuse insieme alla Puglia fino a Lecce. Potenza diventerebbe “provincia” di Reggio Calabria. Ma le anomalie riguardano un pò tutti i territori. Di fatto questa proposta creerebbe delle regioni assolutamente nuove anche da un punto di vista storico e nominativo. Nascerebbe così la Regione Alpina (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria insieme) ma anche quella Tirrenica (Toscana, Unbria e provincia di Viterbo) e anche la Regione di Roma capitale formata dalla sola provincia romana.
Sparirebbero dalla cartine anche la Campania e la Puglia. Ovviamente della Basilicata nemmeno a parlarne. Per il deputato del Pd, nel Sud nascerebbero due nuove regioni: quelle del Ponente e quella del Levante. Matera andrebbe a finire in quella del Levante insieme alla Puglia e alla provincia di Campobasso.
Mentre Potenza verrebbe accorpata non alla Campania, come prevedeva la Fondazione Agnelli 22 anni fa, ma addirittura alla Calabria. La Campania da parte sua si scioglierebbe totalmente nella Regione Tirrenica insieme alle province di Latina e Frosinone.
Ma di “storture” ce ne sono tante: Pesaro diventerebbe emiliana mentre Ancona andrebbe a formare una regione adriatica con Isernia che dista 80 km dal mare.
Verrebbe promossa a Regione invece, la provincia di Roma anche per motivazioni religiose: “centro della cristianità”.
Non è uno scherzo. Roberto Morassut fa sul serio e ieri in una dichiarazione alla stampa nazionale ha motivato la propria proposta dicendo: «La storia del regionalismo in Italia ha avuto un corso contraddittorio, certamente importante per la crescita e lo sviluppo del Paese ma anche a distanza di anni portatore di distorsioni se non di degenerazioni che sono parte in causa ed effetto del complessivo sfaldamento del sistema politico italiano e di un distacco delle istituzioni dalla società civile che ha ormai raggiunto livelli allarmanti».
Roberto Morassut insomma è serio e ci crede (almeno lui) e lascia aperto solo uno spiraglio alla decisione dei territori: scegliere magari il nome se non dovessero piacere quelli che ha scelto lui. Ad ogni modo non è una boutade. Tanto che ci sono anche le prime polemiche con la Regione molisana che ha definito “irricevibile” la proposta del deputato del Partito democratico.
In ogni caso ora la proposta verrà esaminata e poi eventualmente votata. Di certo Morassut avrà guadagnato un pò di celebrità nel frattempo.

s.santoro@luedi.it

 

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