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Lacorazza non digerisce la battuta del premier sui «reduci» del Pd
«Leopolda? Pioneri senza cambiamento»

Basilicata

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UNA lettera in tono piccato, e poi tanta ironia.
Non ci sta a passare per reduce il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza, lontano più che assente dalla kermesse della Leopolda, che a Firenze ha riunito tanti renziani lucani di tutte le ore. Incluso l’ex governatore ed attuale sottosegretario alla Salute Vito De Filippo.
In risposta a premier il giovane presidente del parlamentino lucano gli ha inviato un messaggio pubblico su facebook «a proposito di reduci, combattenti e percentuali».
«Caro presidente/segretario/Matteo hai detto: “Non consentiremo ai reduci di (ri)portare il PD dal 40% al 20%”. A chi ti riferisci?» Domanda Lacorazza, che poi passa ad elencare tutte le loro divergenze.
«Tu sei per una legge elettorale con liste bloccate. Io per dare la possibilità vera ai territori ed ai cittadini di scegliere i propri parlamentari. Tu sei perché su energia e ambiente il potere sia tutto al centro (con il titolo concessorio unico anche un pochino alle povere compagnie petrolifere). Io sono per dare la possibilità ai territori di contare e di concorrere anche all’interesse strategico nazionale nel rispetto del principio della leale collaborazione e della sostenibilità degli “interventi”. Tu sei perché nella legge di stabilità aggiungiamo un po’ di spese utile per i primi mesi del 2015 a dire che le cose migliorano. Io sono per utilizzare una robusta quota di queste risorse per allentare il vincolo del patto di stabilità e quindi far andare avanti i cantieri, realizzare le opere, pagare le imprese, far lavorare le persone e far crescere i consumi».
Fin qui il programmi, poi ci sono gli slogan e le etichette che si sa che i giovani non amano tanto.
«Io non mi sento reduce». Ha troncato secco Lacorazza. E comunque «l’innovazione non è il pensiero unico». Pensare che fino all’anno scorso andava di moda la «rottamazione».
«Potresti non sapere - prosegue Lacorazza - ma chi ti scrive nel 2008 era segretario regionale del Pd. Erano anni in cui c’erano molti leaders e tanta offerta politica. Per farti una idea non leggere le percentuali ma i valori assoluti dei voti. Scoprirai che in Basilicata arrivammo quasi al 40% e in Italia vinse Berlusconi».
Inutili i tentativi di mediazione del sindaco di Latronico Fausto De Maria.
«Caro Piero a prescindere dalle questioni critiche che hai posto, ti vedrei bene in mezzo a noi leopoldini. Per la tua voglia di innovare potresti essere un ottimo pioniere rispetto ai reduci citati da Renzi...»
«Caro Fausto De Maria - gli ha risposto a stretto giro il presidente del Consiglio si è pionieri con lo Sblocca Italia, con il miniporcellum? Corri il rischio di essere un reduce di pionieri senza cambiamento...»
E ancora De Maria: «Caro Piero non credo che non hai partecipato alla Leopolda per lo Sblocca Italia altrimenti avresti partecipato alle edizioni precedenti. Può darsi che io possa correre quel rischio ma al contrario tu potresti correre il rischio di rimanere pioniere nei reduci e rimanere a guardare il cambiamento. Con stima...»
«Lo Sblocca Italia è l’idea di un Paese, non un decreto qualsiasi». Ha ribadito Lacorazza. «La riforma del titolo V e il miniporcellum non scelte qualsiasi. Sono costituenti, non si può essere pionieri e reduci allo stesso tempo, caro Fausto. Con stima». E senza puntini.

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