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Sì al Difensore civico e al Garante per l’Infanzia
Ce la fanno sia Fiordelisi che Giuliano, tra le polemiche

Basilicata

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POTENZA - Si è rischiato che tutto saltasse e che fosse necessario rifare il bando. Ma alla fine ha prevalso la linea della maggioranza dei consiglieri e finalmente sono stati eletti in Consiglio regionale il Difensore civico e il Garante per l’infanzia.
Sono rispettivamente Antonia Fiordelisi (del 1964) e Vincenzo Giuliano (1949).
La prima è stata eletta con 15 voti dal Consiglio regionale ma i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Gianni Leggieri e Gianni Perrino con quelli di Forza Italia, Michele Napoli e Paolo Castelluccio più Gianni Rosa di Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto pur rimandendo in aula.
Hanno votato tutti i presenti invece (mancava solo Castelgrande assente per tutta la durata dei lavori) per il nuovo Garante per l’Infanzia. Ma non c’è stata una nimità. Due le schede bianche, 14 voti per Giuliano (che è segretario regionale del Popolari per l’Italia) e 4 per la Antonella Amodio.
Evidentemente hanno votato per la postazione riservata alle opposizioni tutti quelli della maggioranza ma non alcuni delle minoranze che evidentemente si sono spaccate.
Prima del voto il capogruppo di Forza Italia aveva chiesto il rinvio delle votazione e la riapertura dei bandi mentre ha difeso la votazione immediata il consigliere regionale dei Popolari uniti, Aurelio Pace.
Ad ogni modo le maggiori polemiche ci sono state sulla scelta del Difensore civico.
Non tanto per l’istruttoria interna al centrosinistra e al Pd - in mattinata i nomi in ballo erano due - che alla fine ha portato a una condivisione su Fiordelise (in quota Pd area Luongo - Comodo) ma piuttosto per i dubbi di irregolarità delle procedure.
Tanto che la votazione è stata preceduta da una lunga riunione della Conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente Lacorazza dopo che il consigliere Perrino (M5s) aveva sollevato in Aula dubbi circa la possibilità di procedere all’elezione essendo ampiamente trascorso il termine «perentorio di 15 giorni dal termine ultimo per la presentazione delle candidature, previsto dall’articolo 14 della legge regionale».
Perrino ha fatto notare che questo termine è scaduto il 13 giugno 2014 e che quindi le prime votazioni dovevano effettuarsi entro il termine perentorio del 28 giugno 2014.
«Se effettivamente il termine è perentorio e il termine è stato sforato – ha sottolineato il consigliere del Movimento cinque stelle – l’elezione di oggi è nulla, per cui ci deve essere la riapertura dei termini e quindi ricominciare nuovamente l’iter».
A quel punto la conferenza dei capigruppo ha acquisito un parere dei competenti uffici del Consiglio regionale che ha ritenuto non ci fossero gli estremi per la decadenza del bando.
Parere non condiviso in aula dal forzista Michele Napoli (avvocato di professione) che chiedeva di predisporre un nuovo bando.
Per la politica invece è stato trovato l’accordo sulla Fiordelisi con il passo indietro dei socialisti che secondo le indiscrezioni dovrebbero ottenere la nomina del nuovo presidente dell’Asi di Potenza. Il nome dovrebbe essere quello dell’attuale sindaco di Melfi e segretario regionale del Psi, Livio valvano.
Ad ogni modo ci sono state polemiche anche dopo le elezioni. In particolare i consiglieri regionali grillini hanno parlato sulla votazione del Difensore civico di «un’ombra di illegittimità grava sulla nomina del nuovo Difensore Civico della Basilicata: dopo mille rinvii e balletti, la maggioranza in Consiglio Regionale è riuscita a convergere sul nome di Antonia Fiordelisi».
«Nonostante la nostra eccezione di illegittimità fosse sostenuta da altri consiglieri regionali - hanno sostenuto Leggieri e Perrino - la maggioranza pittelliana e del Pd sostenuta da Pace del Gruppo misto hanno deciso di procedere in dispregio al dettato normativo. Ovviamente senza la partecipazione dei Portavoce del Movimento 5 Stelle. Ancora una volta come diceva Giovanni Giolitti: per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano».

sal.san.

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