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Il San Carlo diventa sempre più un caso politico
Il centrodestra serve a Pittella una polpetta avvelenata

Basilicata

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POTENZA - Il governatore Pittella vittima anche lui di un’intercettazione abusiva? Questa la domanda può ovvia alla luce di quanto accaduto ieri mattina in consiglio regionale dove si è discusso nuovamente del caso della cardiochirurgia del San Carlo alla luce dei risvolti giudiziari della vicenda.
Pittella ha stato letteralmente messo sotto scacco prima dall’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, e poi da quello di Forza Italia, Michele Napoli.
Il clima di veleni, sospetti e polpette avvelenate - inutile negare che ce ne sia parecchie - dalla Cardiochirurgia è approdato nell’aula di via Verrastro.
In aula sii è tentato lo scacco al re. In verità a facilitare la mossa è stato proprio il presidente della Regione che, a differenza di quanto avvenuto il 22 settembre scorso, ha delegato all’assessore regionale alla Sanità, Flavia Franconi, la relazione introduttiva.
Relazione che nulla ha aggiunto rispetto a quanto ormai di dominio pubblico. Dieci minuti durante i quali l’assessore non ha fatto altro che ribadire la necessità di «azioni di rilancio del reparto e dell’intera struttura».
La mossa di passare la palla avvelenata alla Franconi si è praticamente rivelata il pretesto per far partire l’attacco contro il governatore.
Ed ecco che il consigliere Gianni Rosa ha avuto gioco facile per sferrare: «Gli avvenimenti che hanno interessato il reparto di cardiochirurgia e che, oramai, coinvolgono l’Azienda ospedaliera tutta, stanno dipingendo un quadro a tinte ancora più fosche». E il riferimento, come ha poi specificato, non è alla vicenda giudiziaria ma all’aspetto politico: «mala gestione delle politiche del San Carlo e mala politica che si intromette nella gestione del San Carlo».
Tradotto: da un lato c’è la classe dirigente dell’Azienda ospedaliera regionale che si è dimostrata incapace di svolgere i propri compiti e dall’altra c’è «una politica ingorda che non ha permesso una gestione ottimale dell’ospedale».
Ma la vera bordata e il vero messaggio sibillino a Pittella arriva poco dopo. Parole chiare - per chi sa -e dure: «Anche lei, come la Dirigenza del San Carlo, come il primario, ha tirato finché ha potuto. Lei è complice, nella cattiva gestione dell’ospedale potentino, al pari degli altri. Ha tentato di “vivacchiare”, lasciando che gli eventi decidessero per lei». E se il messaggio già di per sé chiaro e accusatorio non fosse stato percepito appieno la vera stoccata finale è giunta nel momento in cui l’esponente di Fratelli d’Italia ha apostrofato il presidente dicendogli: «lei non si è comportato neanche lontanamente da gladiatore. E stato più che altro un don Abbondio che chiude gli occhi e fa finta di non vedere».
Cosa significa? Mezze parole, messaggi da decrittare, ragionamenti che nulla a che vedere con un confronto politico. Solo l’ultimo anello di una lunga trama che a questo punto sembra essere stata costruita ad arte. Fu il sito che diffuse il video della registrazione anonima (poi in realtà il gip ha individuato l’autore della registrazione nel dottore Fausto Saponara, benchè il professionista avesse smentitoin una intervista allo stesso sito) a scrivere, il 28 agosto scorso, che il preidente era stato ijnformato. Da chi e in che modo? Cosa ruota attorno a queta vicenda che sta mischiando fin troppo politica, giustizia e sanità tanto da essere ormai chiaro che la morte della poveretta è solo il pretesto per un redde rationem.
Chi non ha taciuto e ha rilanciato - forte anche delle affermazioni dell’esponente di Fratelli d’Italia - le accuse è stato il consigliere forzista che, libricino di fiabe per bambini alla mano, è partito dalla «Favola dei pinguini». Favola utilizzata come metafora: l’iceberg, attorno a cui ruota la storia, si sta sgretolando. Come a dire: potevano evitarci di arrivare al classico “chi sono io e chi sei tu” se solo il presidente della Regione non si fosse reso responsabile di avere tentato di tirarsi fuori dalla vicenda.
Ovvio che il consigliere Napoli, essendo anche il legale di Fausto Saponara, sappia e non a caso rivolgendosi a Pittella gli dice di «avere messo in campo iniziative palesemente fuorvianti».
Il governatore a questo punto lascia l’aula. Il dibattito prosegue. Intervengono, tra gli altri, i consiglieri Pace, Romaniello, Perrino e il consigliere Mollica che, pur non lesinando attacchi alla stampa, ha lanciato una proposta valida: «La Regione si dovrebbe costituire parte civile per i danni che la vicenda della Cardiochirurgia ha provocato».
Una cardiochirurgia dove, se dipendesse da lui, da «subito rimarrebbero solo i mobili». Per il resto, insomma, tutti a casa.
Se il consiglio, alla fine, si è contraddistinto per i messaggi “ricattatori” della destra nei confronti di Pittella, a sollevare nuovamente il caso dell’incompatibilità di Napoli - che è consigliere regionale ma anche legale del cardiochirurgo Saponara - è stato Santarsiero che ha rimarcato come in tutta la vicenda della Cardiochirurgia, prima durante e dopo il caso giudiziario, «sono davvero troppi i conflitti di interesse». Conflitti di interesse che «nulla hanno a che vedere con le favole dei pinguini».
Che sotto tutta la vicenda, a prescindere dai risvolti giudiziari che pian piano stanno venendo a galla, ci sia un “gioco sporco” è alquanto palese. E lo è dal giorno in cui è stato pubblicato l’audio schock. Un “gioco sporco” che, bisognerebbe capire, da chi è stato ordito e perché.

a.giammaria@luedi.it

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