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Pd, a 100 giorni dal congresso regionale
non c’è accordo sul presidente del partito

Basilicata

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POTENZA - Se non è di nuovo caos totale poco ci manca. Anche se dal Partito democratico, ieri, si sono affrettati a far sapere che non c’è stato alcun rinvio dell’Assemblea regionale.
«Non si può rinviare un appuntamento che non era stato fissato ufficialmente». La versione ufficiale. Perchè la data di domenica prossima era solo trapelata da canali ufficiosi ma non c’era ancora nulla di nero su bianco. Vero.
Perchè ancora prima di far partire le convocazioni era evidente che il bandolo della matassa era difficile da trovare. E così le trattative vanno avanti. Ancora. C’è già un’altra data che circola: domenica 16 novembre. Ma è sempre ufficioso. Si aspetta che dall’area congressuale che ha sostenuto nella scorsa primavera Luca Braia arrivi il sì.
E così si prosegue a fari spenti. C’è da dire che la riunione dei nuovi 100 (42 di Braia, 41 di Luongo e 17 di Paradiso) dirigenti eletti attraverso le primarie è attesa da mesi. Sono quasi cento giorni che il Pd di Basilicata ha un segretario regionale ma nient’altro. Non c’è più il presidente dell’assemblea; non c’è un vicesegretario e non c’è nemmeno la segreteria.
Certo ci sono tante attenuanti. Luongo subito dopo essere stato eletto alla fine di una tumultuosa fase congressuale aveva promesso una pronta convocazione di una Direzione allargata del partito “per eliminare una volta per tutte le incrostazioni e i dissapori”. Ma quando lo ha detto non poteva certo calcolare quello che sarebbe accaduto a strettissimo gior. E cioè il caos e le polemiche sullo Sblocca Italia. Sono state settimane caldissime quelle del mese di settembre. Per citare un caso su tutti: l’ausospensione di Vincenzo Folino dal partito. Ma anche lo scandalo del San Carlo e soprattutto il crac del Comune di Potenza hanno reso il clima politico incandescente.
Insomma non esisteva più l’agibilità politica per pensare ai quadri del partito. In tutto questo anche i congressi cittadini sono slittati a data da destinarsi. Queste le attenuanti.
Ma dall’altro lato, Luongo non ha brillato per “aggressività”. Si è limitato a dirigere il partito dalle quinte. E’ il suo stile. Ma il tempo nuovo del renzismo forse meritava un altro approccio. Si sa che sta mediando molto in Consiglio soprattutto in materia di nuovo Statuto.
Ma oggi la patata bollente pare sia dall’altra parte della barricata. L’assemblea infatti, non si riunirà domenica prossima perchè non c’è accordo tra i renziani. All’area politica che ha sostenuto Braia spetta la presidenza del partito. Ma ci sono tre anime: i pittelliani, Braia e Antezza più Margiotta che non riescono a trovare la quadratura del cerchio. E Luongo aspetta che decidano per conto loro. Anche se non è così semplice.

s.santoro@luedi.it

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